L’AQUILA – Si allarga la portata della inchiesta riguardante il filone sul presunto peculato relativo all’utilizzo di una scheda sim anche dopo la fine del suo mandato di sindaco del comune di Trasacco (L’Aquila) che coinvolge l’assessore regionale al bilancio e al personale Mario Quaglieri, di FdI, che svolge fin dall’inizio della sua avventura politica in Regione contestualmente la professione di medico chirurgo: la Procura della Repubblica dell’Aquila ha iscritto sul registro degli indagati il giovane primo cittadino del comune marsicano, Cesidio Lo Bene, e il dirigente Riccardo Tomassetti.
Le ipotesi di reato sono depistaggio e falso ideologico. Lo Bene, delfino di Quaglieri, e Tomassetti, saranno interrogati lunedì prossimo davanti al pm, Marco Maria Cellini.
Secondo quanto si è appreso, le contestazioni del pm titolare della inchiesta sarebbero da ricollegare a documentazione prodotta dopo il divampare delle indagini. Il costo del traffico telefonico sarebbe di 800 euro, questione sulla quale Quaglieri, recordman di preferenze con circa 12mila voti alle elezioni regionali del 10 marzo scorso, nell’interrogatorio di lunedì scorso avrebbe minimizzato sottolineando tra l’altro che avrebbe avuto un credito dei confronti del comune non riscosso a fine mandato di circa 7mila euro.
I legali, Antonio Milo, nominato da poco, e Carlo Polce, in quella occasione, hanno chiesto l’archiviazione del procedimento e, in subordine, l’incompetenza territoriale della procura aquilana in favore di quella di Avezzano.
Il caso Quaglieri è diventato un vero e proprio caso politico all’interno della maggioranza di centrodestra, in particolare di FdI, partito di maggioranza relativa, coalizione guidata da Marco Marsilio, di FdI, che ha vinto le elezioni del 10 marzo scorso conquistando il secondo storico mandato consecutivo: ha creato imbarazzi e altre tensioni in un partito molto diviso e conflittuale, non ultima, nell’ambito della rivalità tra Quaglieri e il capogruppo meloniano in Consiglio regionale, l’avezzanese Massimo Verrecchia, riconfermato con circa 7mila preferenze, al quale il chirurgo ha rivolto dure accese su Fb.
Il filone principale della inchiesta, scattato il 19 giugno scorso con perquisizioni e sequestri, è legato ad un presunto conflitto di interessi tra la professione di medico di amministratore da parte di Quaglieri: l’assessore medico è indagato per falso e abuso d’ufficio, insieme a lui è finita sotto inchiesta, per il solo abuso d’ufficio, l’imprenditrice Lucia Di Lorenzo, proprietaria della clinica privata Di Lorenzo di Avezzano (L’Aquila), nella quale lavora da anni il politico. Il medico all’esterno ha sempre mostrato tranquillità e propositi di andare avanti.
Quaglieri, consigliere regionale e presidente della commissione sanità dal 2019 a fine 2022 quando è diventato assessore regionale al Bilancio al posto di Guido Liris, eletto senatore nel settembre del 2022, è stato il più votato con quasi 12mila preferenze venendo confermato assessore al Bilancio e al Personale da Marsilio. La Procura dell’Aquila ha acceso i riflettori in particolare su due delibere della Giunta regionale che distribuivamo risorse alle cliniche private abruzzesi, tra cui la di Lorenzo, votate dallo stesso assessore.
Il caso è divampato con un esposto all’autorità nazionale anticorruzione (Anac) presentato dal consigliere regionale del Pd Pierpaolo Petrucci e dal suo gruppo consiliare. L’Anac si è detta non competente invitando la regione a fare verifiche. Per gli uffici del Consiglio regionale e per la giunta per le elezioni non c’è nessun conflitto di interessi. L’avvocato Polce, già il 19 giugno scorso, aveva parlato di abbaglio giudiziario mentre Quaglieri ha sempre sostenuto di essere in regola e di poter esercitare le due attività.





