L’AQUILA – Nei giorni scorsi ha fatto discutere all’Aquila la presenza di un outlet temporaneo in zona Pile, il primo nel capoluogo, ma adesso la lamentela di Confesercenti provinciale si allarga anche ai grandi marchi aquilani del commercio, quelli storici, accusati di vendite a prezzi ridotti presentate come temporanee ma che, in realtà, durerebbero tutto l’anno.

“Abbiamo chiesto al Comune e agli altri organi competenti di fare tutte le verifiche del caso in modo da accertarsi che le regole siano state rispettate da tutti”, spiega ad AbruzzoWeb Carlo Rossi, direttore di Confesercenti.

La polemica, insomma, non riguarda più esclusivamente l’outlet temporaneo, la cui apertura ha fatto tanto scalpore e continuerà fino a metà gennaio, ma anche le aperture selvagge dei centri commerciali aquilani e delle “svendite pseudo-temporanee”, che invece sono fisse in città da qualche anno “come l’outlet Panarelli-Sista”, punta l’indice Rossi.

“Con la liberalizzazione degli orari di apertura, stabilita dall’iniziativa ‘Salva Italia’ del governo Monti, la grande distribuzione sta mettendo in ginocchio i piccoli negozi che spesso sono a conduzione familiare e non riescono a fronteggiare l’ipotesi di restare aperti anche la domenica come i grandi shop con tanti dipendenti – prosegue – Qualche tempo fa Confesercenti ha fatto partire una campagna di raccolta firme che si intitolava ‘Libera la domenica’, perché i dati dimostrano che se non si hanno soldi da spendere il lunedì o il martedì, non si avranno neanche di domenica”.

“La grande distribuzione, comportandosi così autonomamente, mette in atto il depauperamento dei centri storici e il sovraffollamento dei centri commerciali e degli outlet – prosegue nella sua invettiva – Quest’anno si aggiunge un altro grande problema cioè la data dei saldi invernali che cominceranno il 4 gennaio e provocheranno problemi non indifferenti ai piccoli esercenti”.

“Noi abbiamo lamentato in molte occasioni che il danno sulle piccole imprese aquilane è ormai fatto, e temiamo che in tante delle situazioni che abbiamo osservato la normativa non sia stata fatta valere: per questo chiediamo a chi di dovere, il Comune e la Guardia di finanza, di controllare tutti indistintamente. Se risulterà che sono tutti in regola, allora per noi andrà bene”, conclude il direttore.