SCOPPITO – “Il nostro ufficio tecnico ha concluso il progetto preliminare, speriamo di avere in un mese e mezzo quello definitivo. Capisco il disagio che vivono i cittadini e per questo stiamo accelerando i tempi”.
Replica così il sindaco di Scoppito (L’Aquila), Marco Giusti, alle lamentele dei suoi concittadini sulla situazione di degrado in cui versa il cimitero, seriamente danneggiato dal terremoto del 6 aprile 2009.
Il camposanto, come denunciato dagli abitanti, ha un’ala completamente pericolante ormai interdetta dal giugno 2010. Da allora è impossibile omaggiare i propri cari defunti che sono sepolti in quella zona.
Un problema grande che il primo cittadino dice di voler risolvere presto, anche se i tempi burocratici non sono snelli. I soldi, 400 milioni della delibera Cipe del dicembre 2013, ci sono e attendono solo di essere spesi.
“Una volta avuto il progetto preliminare, attendiamo l’approvazione dell’Ufficio speciale per la ricostruzione. A quel punto dovremo predisporre il bando di gara per l’appalto, per poi partire con i lavori”.
L’ala interdetta, spiega Giusti, “va demolita e ricostruita. Bisogna quindi trovare una sistemazione temporanea a circa 100 salme che adesso la occupano, in attesa che si facciano i lavori”.
Non ci sono solo i problemi di messa in sicurezza per il cimitero di Scoppito, in passato visitato dai ladri di rame.
“Non risultano nuovi casi – chiarisce – ma la situazione è difficilmente controllabile, non abbiamo al momento un servizio di guardianìa, che però già dal prossimo anno vogliamo istituire, utilizzando personale esistente”.



