L’AQUILA – “Se il presidente Chiodi è contento di come vanno le cose all’Aquila ne prendo atto: contento lui, contenti tutti”.

Usa l’arma dell’ironia il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, nel replicare al presidente della Regione e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, che ieri ha commentato velenosamente le impressioni di Casini nella sua visita all’Aquila.

“Non devo rispondergli nulla – ha detto oggi Casini ai cronisti a Roma – perché ho la sensazione che mi abbia scritto una lettera senza neanche sapere cosa avevo detto”.

“Ho visto una città solo un po’ più pulita, ma L’Aquila muore”, aveva detto Casini. “Inaccettabili le lezioni da chi fa passerelle, la ricostruzione è partita eccome”, ha risposto Chiodi a muso duro.

Si è poi scatenato un dibattito che ha coinvolto alcuni esponenti politici, tra cui Pierluigi Mantini, parlamentare Udc, Stefania Pezzopane e Pietro Di Stefano, assessori comunali aquilani del Pd, tutti prevedibilmente schierati a favore di Casini.

MENNA: ”LA REAZIONE DI CHIODI E’ INCREDIBILE”

L’AQUILA – “La reazione un po’ scomposta, un po’ fuori luogo del presidente della regione Abruzzo Gianni Chiodi alle critiche sollevate dal presidente dell’Udc Pier Ferdinando Casini sui ritardi e gli impegni mancati del Governo e del presidente Silvio Berlusconi relativamente ai problemi del post terremoto e della ricostruzione ha dell’incredibile”.

Lo ha affermato il capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale, Antonio Menna. “Una reazione – prosegue – sbagliata nel merito e nel metodo che testimonia un imbarazzante nervosismo ‘dell’uomo solo al comando’, che ubbidisce ciecamente alle logiche romane anche quando sa di stare dalla parte del torto”.

“Chiodi sa bene che molti degli annunci promessi non sono stati portati avanti – continua – sa bene che il modello a cui bisognava riferirsi per la ricostruzione doveva essere quello del Friuli e non il modello di ‘Milano/2’, sa bene che il modello di Protezione civile Bertolaso è parso assai discutibile e le vicende giudiziarie che hanno travolto le varie cricche lo stanno dimostrando, rispetto a quello più trasparenti del passato, ovvero Zamperletti, Gaspari eccetera“.

“Casini – sostiene Menna è venuto a testimoniare agli abruzzesi e aquilani in particolare – spiega – la disponibilità a lavorare insieme per aiutare questa straordinaria città a riaccendere la fiammella della speranza per costruire un futuro migliore. Lo ha fatto come si conviene ad una forza politica moderna e con gli strumenti a disposizione perchè tutti abbiamo sempre ritenuto che la vicenda aquilana deve divenire una grande questione nazionale”. 

“Tutti – ha concluso – tranne che Chiodi e Berlusconi, che confondono spesso il loro dovere istituzionale di intervenire e agire con determinazione invece di muoversi sempre per privilegiare l’effimero e il cinico calcolo di interessi di parte. Ma di questo Chiodi, stia tranquillo, presto lo chiameremo a fare chiarezza in Consiglio regionale”.

ARTICOLI CORRELATI:

CASINI: ”RICOSTRUZIONE FERMA, L’AQUILA MUORE”

CHIODI: ”SBAGLIA, LA RICOSTRUZIONE E’ PARTITA”