L’AQUILA – “Il prefetto Giovanna Iurato non ha competenza sulla demolizione dei manufatti temporanei, se ne occupa l’ispettorato urbanistico del Comune dell’Aquila”.
Il comandante della polizia Municipale del capoluogo, Eugenio Vendrame, smentisce sindaco ed ex assessore all’Urbanistica dissipando i dubbi sorti dopo la notizia delle 20 ordinanze, emesse dall’ente e applicate in concreto dai suoi vigili urbani, per la demolizione di “casette” costruite in zone a forte rischio di esondazione.
La notizia, infatti, stride con quanto comunicato lo scorso aprile (in pieno periodo elettorale) dal sindaco, Massimo Cialente, e dall’allora titolare dell’Urbanistica, Roberto Riga.
Al momento di spiegare ai giornalisti i futuri sviluppi, parlando del tasto delicatissimo delle demolizioni, infatti, i due passarono la patata bollente alla prefettura.
“Il prefetto – disse in particolare il primo cittadino – presiedendo il Comitato per l’ordine e la sicurezza ha deciso la demolizione di tutte queste abitazioni, per ora 32 su 130 totali”.
Dichiarazione che oggi lascia perplesso Vendrame. “Non so cosa fu detto in quella conferenza stampa, sicuramente è stato riportato quanto venne detto – premette – ma il prefetto potrebbe occuparsi di questa vicenda solo nel caso in cui il Comune fosse impossibilitato a intervenire oppure inadempiente, commissariandolo. Invece noi ci siamo già mossi”.
Ironico è che su questo aspetto la Iurato e Cialente ebbero modo di scontrarsi nel corso di infuocati vertici in prefettura, al termine di uno dei quali il sindaco esasperato la sfidò esclamando proprio la frase “E allora commissariatemi!”.
Vendrame spiega poi che le ordinanze di demolizione sono 20 e non 32 e conferma che tutte sono state rallentate attraverso ricorsi al giudice amministrativo da parte dei proprietari. “Considerando le ferie estive, le prime risposte le avremo a settembre, vedremo se riusciremo a demolire qualcosa”, ipotizza.
Intanto i controlli proseguono, e dalle zone P4, quelle a massimo rischio di alluvione, dove non si può, anzi, non si potrebbe costruire nulla, si è passati anche a controllare le P3, quelle a rischio ridotto, dove a determinate condizioni costruire si può.
Guarda un po’, una zona vicina a terreni classificati P3 è proprio quella dove l’amministrazione vuole costruire il nuovo Palasport finanziato dal governo giapponese. Non è che stavolta a fermare il Comune sarà il Comune stesso?
“Non credo, spero di no, comunque nelle zone che non sono a massimo rischio con certi criteri è possibile costruire”, incrocia le dita Vendrame.
Le realizzazioni temporanee sono stimate essere circa 4 mila in tutto il “cratere”, per quanto riguarda L’Aquila sono mille quelle autorizzate attraverso la procedura rapida della delibera 58 del 2009 e 500 invece le abusive, tirate su senza alcuna comunicazione.
Le autorizzazioni per le casette sono considerate prorogate finché non sarà ricostruita l’abitazione principale di chi le abita. Per la normazione definitiva in futuro ci si baserà sulle regole per le zone a vincolo decaduto e su una vecchia legge regionale sulle costruzioni in zone agricole.
In ogni caso, la procura della Repubblica del capoluogo ha svolto controlli indipendenti rispetto a quelli del Comune ed è nota l’apertura di un’inchiesta su presunte costruzioni illegali.
Disperata la situazione dei manufatti in area a rischio alluvione, gli unici a reale rischio demolizione, Tar permettendo: all’Aquila sono ben 150 e ora la “caccia grossa” all’abbattimento è ufficialmente cominciata. Alberto Orsini



