OCRE – Una donna, Marisa Ferrauti, residente nel comune di Ocre (L’Aquila), si è incatenata ai tubi di allaccio di un terreno agricolo dove sarà realizzata una casa, per protestare “contro l’ordinanza del sindaco, Fausto Fracassi, che consente a tutti i cittadini del ‘cratere’ del terremoto di acquistare un terreno agricolo nel comune dell’Aquilano e di costruirci una casa con una autorizzazione provvisoria”.

La signora Ferrauti ha deciso di attuare la clamorosa protesta per evitare “che questo territorio splendido, che ha un castello e palazzi bellissimi, sia invaso dal cemento e deturpato”.

“Se tanti cittadini, attuando l’ordinanza del sindaco, venissero a costruire qui – dice – la situazione diventerebbe insostenibile, in quanto è chiaro che quelle case con autorizzazione provvisoria, costate decine di migliaia di euro, poi non verranno demolite. La scelta del sindaco la capirei per i residenti del Comune, ma se si allarga a tutto il ‘cratere’, sarebbe la fine per questo territorio”.

La donna si è incatenata ai tubi di allaccio di un terreno che confina con i Map occupati dai terremotati e con la sua abitazione perché è proprio l’acquisto “sospetto” di quel terreno da parte di un cittadino che ha fatto emergere il caso.

“Un privato cittadino – svela la Ferrauti – ha allacciato i servizi in un terreno agricolo sotto le rocce privo di accesso, visto che il passaggio è assicurato dai terreni dove sono stati realizzati i Map. Quando mi sono accorta di questo, ho fatto una denuncia al Comune con la guardia che è venuta a fare foto e rilievi. Ho depositato l’esposto il 9 giugno scorso e proprio in quel giorno il sindaco ha emesso l’ordinanza che deve assolutamente essere bloccata”.

La donna ha annunciato un ricorso al Tar contro l’ordinanza del sindaco Fracassi e un esposto alla Procura della Repubblica. “Mi chiedono perché sono sola – prosegue – e la risposta è che la gente non sa nulla, io stessa ho conosciuto per caso questa amara verità. Ho deciso di protestare perché senza l’attenzione dell’opinione pubblica questo scempio non si scongiurerà”.

La donna è decisa ad andare fino in fondo: “Me ne andrò di qui solo dopo che le ruspe avranno rimosso in tubi – conclude – e sarà cancellata la rampa di accesso”.