L’AQUILA – Una delegazione del movimento “Mia Casa Abruzzo” si è recata questa mattina in via XX settembre al civico 123 per non dimenticare le 6 vittime causate dal crollo totale della palazzina di edilizia residenziale pubblica ex-Incis e per ricordare alle istituzioni e ai soggetti attuatori la necessità e l’urgenza della ricostruzione e della messa in sicurezza antisismica di tutto il patrimonio abitativo pubblico di proprietà dell’Ater e del Comune dell’Aquila.

Nel corso dell’iniziativa è stato denunciato il fatto che, trascorsi 14 mesi dal terremoto, i lavori per la riparazione delle abitazioni non sono ancora iniziati e nessuno dei cantieri è stato aperto per la messa in sicurezza antisismica dell’edilizia residenziale pubblica. Per questo è stata rinnovata e rilanciata al presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, la richiesta di una “seduta straordinaria” per la discussione e approvazione di una legge ad hoc di indirizzo e di controllo.

A tale proposito il coordinatore del “Mia Casa Abruzzo” Pio Rapagnà ha dichiarato: “Chiunque annuncia quotidianamente che le risorse finanziarie per la ricostruzione degli alloggi pubblici non ci sono e non sono disponibili, sta lanciando un messaggio scardinante e disastroso sia nei confronti delle famiglie ancora sfollate e senza casa e sia alle imprese edili, principalmente abruzzesi, che dovrebbero partecipare alle gare ed eseguire i lavori e che, con questo continuo procurato allarme, nei fatti vengono direttamente e indirettamente escluse dall’esecuzione dei lavori, a cominciare da quelli di modeste e medie entità, che sono i più diffusi e capillarmente distribuiti sul territorio”.