L’AQUILA – “Prima vanno ricostruite le case popolari danneggiate dal terremoto dell’aprile 2009, poi eventualmente si potrà far confluire anche l’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale (Ater) dell’Aquila nella nascente Azienda unica regionale per l’abitato (Ara)”.
A dirlo è questa volta è Federcasa, per voce del suo presidente nazionale Luca Talluri. In Federcasa va però ricordato, è coordinatore del comitato di direzione Venanzio Gizzi, che è anche direttore generale dell’Ater dell’Aquila. E tra i membri del consiglio di amministrazione c’è Francesca Aloisi, l’amministratore unico dell’Ater aquilana.
Che di fatto nella loro duplice veste, prendono implicita posizione nello scontro in seno alla maggioranza di centro sinistra in Regione, esploso tra il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, presidente della II commissione Territorio, e l’assessore ai lavori pubblici Donato Di Matteo. A favore del primo e a difesa dell’ autonomia dell’Ater aquilana, e in posizione critica nei confronti del loro assessore di riferimento.
Pietrucci ha sostenuto che con l’azienda unica i fondi per la ricostruzione che il ministero dell’economia ha assicurato all’Ater aquilana, soggetti ad una contabilità speciale, per la ricostruzione dei centinaia di edifici danneggiati dal sisma, potrebbero essere utilizzati per altri scopi, come ad esempio sanare i debiti delle altre Ater.
Necessaria dunque garantire l’autonomia dell’Ater aquilana che ha una mission molto particolare, che appunto è quella della ricostruzione.
Di Matteo ha però rassicurato Pietrucci sull’utilizzo dei fondi ministeriali, che sono e resteranno vincolati alla ricostruzione. Ma ha ribadito nello stesso tempo la necessità di inglobare da subito anche l’Ater aquilana nell’azienda unica regionale, proprio per dargli più forza e capacità operativa.
La posizione di Federcasa espressa nella nota ricalca la posizione di Pietrucci.
“Sono certamente condivisibili – scrive infatti Talluri – le preoccupazioni esposte da Pietrucci circa l’adesione in tempi brevi di Ater l’Aquila alla nascente azienda regionale di edilizia residenziale pubblica.
L’Ater dell’Aquila deve infatti dedicare tutte le sue energie alla ricostruzione pesante, da tempo in corso.
I finanziamenti ricevuti fino al 2013 – prosegue Talluri – sono già stati tradotti in appalti e in cantieri, un lavoro attento e virtuoso che dovrà proseguire, senza distrazione alcuna, negli anni a venire, con le nuove risorse che entro il 2020 saranno destinate alla città. Una volta superata questa delicata fase – conclude Talluri – l’Ater L’Aquila potrebbe entrare a tutti gli effetti nell’azienda unica abruzzese”.






