L’AQUILA – Il Consiglio comunale dell’Aquila ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, che vede come primo firmatario il consigliere Stefano Palumbo (Partito democratico) per posporre l’ingresso dell’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale (Ater) del capoluogo nella nuova Agenzia regionale per l’abitato (Ara) prevista dal progetto di riforma dell’assessore Donato Di Matteo.

Facendo riferimento in premessa al progetto di legge sulla riorganizzazione dell’edilizia pubblica, il documento impegna il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, “a sollecitare un intervento legislativo, in sede regionale, che consenta all’Ater dell’Aquila, così come organizzata e composta, di entrare nel progetto Ara, a conclusione dei lavori di ricostruzione del proprio patrimonio, prevedibilmente negli anni 2018-2020”.

Una posizione simile a quella espressa dal consigliere regionale democrat Pierpaolo Pietrucci, che con Di Matteo ha sfiorato la rissa, e che ha annunciato un emendamento da presentare assieme ad altri colleghi di maggioranza al momento di discutere il progetto di legge in aula proprio per stabilire l’ingresso posticipato dell’Ater aquilana.

ALBANO: “LA RIFORMA DIVENTA UN BOOMERANG”

“Va scongiurato che la riforma dell’Ater si trasformi in un boomerang per la ricostruzione delle strutture  dell’edilizia residenziale pubblica della nostra città”, ha detto sul tema il segretario comunale del Partito democratico Stefano Albano.

“Non è una richiesta di tipo campanilistico: chiediamo semplicemente che venga riconosciuta e garantita l’eccezionalità della situazione dell’Ater dell’Aquila – ha aggiunto – che deve gestire decine di milioni di euro necessari alla ricostruzione dei suoi edifici”.

Per Albano “è una richiesta che interessa tutti gli aquilani, visto che in questi anni è stato il Comune, e quindi i cittadini della nostra città, a sopperire ai bisogni abitativi delle categorie più deboli. Mettere a rischio la ricostruzione degli alloggi Ater dell’Aquila – ha sottolineato – significa quindi rallentare fino ad arrestare un ritorno alla normalità, gravando quindi su tutti noi”.

“È evidente che le buone intenzioni della riforma Di Matteo rischiano di essere spazzate via dall’apertura di una questione grave, pensiamo perciò che sia ragionevole, per l’assessore, fermarsi e riflettere”, ha concluso.