L’AQUILA – “Mi sorprendo che la Suprema Corte di Cassazione, quarta sezione penale, a distanza di 9 mesi dall’udienza dell’11 maggio 2016 non abbia ancora depositato le motivazioni della sentenza di conferma delle condanne dei responsabili penali” per il crollo della Casa dello studente dell’Aquila nel terremoto del 2009, con 8 vittime. “A tal fine ho intenzione di proporre, nei prossimi giorni, un’istanza in Corte di Cassazione al primo presidente, Giovanni Canzio, all’epoca dei fatti presidente della Corte d’Appello dell’Aquila”.

Lo annuncia in una nota l’avvocato teramano Wania Della Vigna, che assiste numerose parti civili in questo e altri filoni della maxi inchiesta sui crolli del terremoto aquilano, e in particolare principale promotrice della causa civile contro Regione Abruzzo e Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu) con richieste di risarcimento da 6 milioni di euro che riprenderà domani al tribunale dell’Aquila.

“Finalmente, a distanza di 2 anni dalla notifica dell’atto di citazione, si entra nel merito del giudizio civile – scrive la legale – Questo processo nasce da tutto il materiale probatorio dalle indagini della procura della Repubblica aquilana, dei procuratori Alfredo Rossini e Fabio Picuti, con tutte le consulenze tecniche dei prof. Decanini, Benedettini, Salvatori e soprattutto la perizia della professoressa Maria Gabriella Mulas assunte in sede di incidente probatorio, nel pieno contraddittorio tra le tutte le parti”.

Ecco perché la legale sollecita tempi rapidi per le motivazioni della sentenza penale di legittimità che ha confermato le quattro condanne a 4 anni di carcere ciascuno per i tecnici autori del restauro del 2000 Pietro Centofanti, Tancredi Rossicone e Berardino Pace e a 2 anni e 6 mesi per il tecnico Adsu Pietro Sebastiani. Per tutti le accuse di omicidio colposo, disastro e lesioni.

“Mi auguro, altresì, che i tempi della giustizia civile siano rapidi ed equi per rispetto ai familiari delle vittime”, conclude. (alb.or.)