L’AQUILA – “Pienamente legittima la scelta del Comune dell’Aquila di sospendere l’erogazione del Cas, il contributo di autonoma sistemazione concesso agli sfollati del terremoto del 2009”.

L’ulteriore conferma, dopo la bocciatura dei ricorsi da parte del Tar, arriva dal Consiglio di Stato che ha rigettato l’appello di alcuni cittadini che si erano visto revocare il contributo, sostituito con l’assegnazione di un alloggio del Progetto Case.

Con l’avanzare della ricostruzione, e il contestuale rientro a casa di molte famiglie, si sono iniziati a liberare numerosi appartamenti, e così, in un’ottica di risparmio e razionalizzazione delle risorse, l’amministrazione comunale ha deciso di sospendere la forma assistenziale del Cas facendo occupare gli alloggi vuoti.

Dal primo aprile scorso, con una delibera di Giunta, l’amministrazione di Massimo Cialente (che ha evidenziato la notizia sulla propria bacheca Facebook) aveva sospeso l’erogazione del Cas alle 1.086 persone che ancora lo percepivano, circa 500 nuclei familiari in tutto. Contestualmente sono state sospese anche le altre forme onerose di assistenza, come gli affitti concordati e il Fondo immobiliare.

Immediata è stata la reazione dei beneficiari, molti dei quali, tramite l’avvocato Fausto Corti, hanno fatto ricorso, chiedendo l’annullamento della delibera. Una battaglia che ha cominciato a mettersi male il 13 maggio al Tar e sulla quale oggi è messa definitivamente la parola fine dal Consiglio di Stato.

Soddisfatto invece l’assessore all’assistenza alla popolazione Fabio Pelini. “È sostanzialmente stata riconosciuta la giustezza della nostra scelta, quella cioè di utilizzare risorse in maniera razionale, coniugando diritti e doveri, il diritto all’asistenza – afferma ad AbruzzoWeb – mantenuto offrendo un alloggio, e il dovere di risparmiare utilizzando bene isoldi pubblici”.

“Qualcuno – aggiunge – pensava di essere considerato in modo differente da tutti i cittadini che lo hanno preceduto, creando cittadini di serie A e di serie B”.

Tutti i 500 nuclei familiari ai quali è stato revocato il Cas ad aprile hanno avuto diritto a una soluzione abitativa. Una parte di loro è entrata subito negli alloggi, un’altra, circa il 40% del totale, è in attesa della disponibilità degli appartamenti nel quartiere desiderato. A tutti, in ogni caso, nel frattempo è stata sospesa l’erogazione del sussidio.

Recuperato, intanto, a oggi, un milione e mezzo di euro di Cas indebitamente percepito, frutto sia di spregiudicati “furbetti” sia di cittadini ignari incappati in errori. Da quando sono iniziati gli accertamenti a tappeto, secondo dati dello stesso assessorato, il Comune recupera mediamente 100 mila euro al mese.