PESCARA – In merito alla notizia relativa ai 26 arresti operati dalla polizia postale ai danni di una banda dedita alla clonazione delle carte di credito, si registra un commnto di Walter Bruschi, amministratore delegato di Cpp Italia, società specializzata nella tutela delle carte di credito.
“Il tipo di frode scoperto a Pescara – spiega Walter Bruschi, country manager di Cpp Italia (www.cppitalia.it), divisione della multinazionale inglese specializzata nella protezione delle carte di pagamento con più di 700 mila clienti nel nostro Paese e oltre tre milioni di carte assicurate – è riconducibile allo skimming e può essere attuato con l’applicazione di un dispositivo, identico all’originale, che copia la banda magnetica della plastic card”.
“Molto spesso – spiega Bruschi – nel dispositivo apposto vengono nascoste microcamere che carpiscono i movimenti della mano durante la digitazione del pin: gli esperti di Cpp Italia raccomandano, quando si procede ad un prelievo con il bancomat o la carta di credito presso uno sportello atm, di verificare che non vi siano strutture sovrapposte e/o sporgenti sull’impianto e di coprire sempre con una mano la tastiera nel momento della digitazione del proprio pin”.
“In ogni caso – aggiunge lo stesso – è sempre bene attivare il servizio di sms alert: attivare il servizio sms di notifica degli acquisti effettuati con la carta ci dà l’allarme al primo utilizzo fraudolento; se, infatti, dovessimo ricevere l’avviso che la nostra tessera è stata usata per un pagamento da noi non autorizzato, non dovremmo far altro che avvisare l’emittente la carta, che provvederà al blocco della stessa, perciò il numero di blocco, che l’84 per cento delle persone intervistate in una nostra recente ricerca non conosce a memoria, deve essere tenuto sempre a portata di mano”.






