ROMA – “L’aumento del costo dell’energia rischia di avere un costo totale l’anno prossimo superiore all’intero pacchetto del Pnrr. Quindi non è che il Pnrr ci ha messo al sicuro da tutto”.
Lo ha detto il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, intervenendo alla terza tappa a Genova di “Italia domani: dialoghi sul piano nazionale di ripresa e resilienza”.
Quest’anno l’Italia, se centrerà tutti gli obiettivi, riceverà 40 miliardi in due rate dall’Europa. L’aumento delle bollette per le sole imprese rischia di essere di 37,5 miliardi. Praticamente quasi quanto i fondi europei.
Il governo intanto prova a metterci una nuova pezza per calmierare le bollette, dopo aver speso quasi 9 miliardi nella seconda parte dello scorso anno e altri 5,5 miliardi per coprire il primo trimestre del 2022. Il nodo principale da sciogliere è quello delle risorse. Escluso, per ora, lo scostamento di bilancio, al Tesoro si stanno facendo i conti con i “residui” di bilancio. Operazione complessa, visto che una parte è già stata utilizzata per il decreto sostegni-ter ora in discussione in Parlamento.
Una fonte di finanziamento potrebbero essere le aste per la Co2 che quest’anno dovrebbero portare nelle casse pubbliche circa 3,5 miliardi. Ma non è nemmeno escluso che il governo tiri fuori dal cassetto un progetto già esaminato nei mesi scorsi, un rinnovo a pagamento delle concessioni pubbliche che potrebbe portare un paio di miliardi.






