TERAMO – “Il progetto di legge sul Caregiver arriverà in commissione per essere rivsto e abbiamo programmato modifiche che vanno incontro alle richiesta di concentrare e delimitare il sostegno a chi ha davvero bisogno. Poi la vera partita sarà quella di trovare coperture finanziarie adeguate”.
Ad annunciarlo ad AbruzzoWeb è il consigliere regionale di Abruzzo futuro Mauro Di Dalmazio, primo firmatario del ddl. L’esponente di centrodestra risponde così a chi preme per un’immediata approvazione della legge che darebbe finalmente un riconoscimento giuridico a chi assiste disabili riconosciuti invalidi al 100 per cento che necessitano di altissima complessità assistenziale, garantendo loro aiuti concreti, tra cui un “assegno di cura”.
La sollecitazione è arrivata, in particolare, da Andrea Sciarretta, papà della piccola Noemi, bimba di 4 anni di Guardiagrele (Chieti) affetta dalla Atrofia muscolare spinale (Sma 1) e presidente della Onlus Progetto Noemi, che ha partecipato alla redazione del provvedimento.
Sciarretta a giugno ha perso il lavoro, licenziato da un supermercato, a causa della necessità di prendersi cura della figlia 24 ore al giorno, cosa che, anche per l’insensibilità dei datori di lavoro, a sua volta è diventata per lui un vero “handicap occupazionale”. Nella situazione di Sciarretta tante altre famiglie abruzzesi.
“La legge – spiega Di Dalmazio – nasce proprio dall’esigenza di dare risposte a queste drammatiche situazioni esistenziali, a persone che non riescono a realizzarsi nel mondo lavorativo, perché assorbite dalla necessità di assistere persone care”.
E l’ex assessore di centrodestra conferma che, come richiesto proprio da Progetto Noemi, “nella legge si darà una definizione più puntuale della figura del caregiver, che non può essere una figura generica e indistinta, una qualifica che può essere attribuita a situazioni, non dico di reale bisogno, ma di bisogno meno avvertiti, meno urgenti”.
Nella prima versione, invece, la figura del caregiver era molto ampia, estesa anche a chi ha parenti anziani in casa, con il rischio che l’assegno mensile si sarebbe tradotto in una mancetta e le misure di sostegno in pannicelli caldi, aiutando, insomma, tutti e nessuno.
Alla domanda, dirimente, di quanti fondi saranno destinati all’applicazione di questa legge, Di Dalmazio non si sbilancia.
“La cosa importante che fa questa legge è il riconoscimento istituzionale del caregiver, che prima non esisteva – ricorda – E si definiscono in termini generali i criteri e le azioni previste per il sostegno a queste figure, che poi saranno declinati regolamenti e bandi specifici dalla Giunta regionale. Poi andranno, ovviamente, trovate coperture adeguate. Quelle che possiamo trovare nel bilancio regionale saranno poche, inutile nascondercelo, bisognerà essere bravi ad attingere ai fondi europei che riguardano il settore del sociale, attraverso bandi e programmi operativi”.
A larghe spanne servirà una somma nell’ordine dei milioni di euro. Quattrini che tuttavia, come ha ribadito Sciarretta a questo giornale, andrebbero a costituire comunque un buon investimento perché, garantendo un assegno di cura e altre misure di sostegno ai caregiver, ma solo a quelli che devono assistere disabili gravissimi, la Regione risparmierà comunque, nel medio lungo periodo, ingenti risorse necessarie per l’ospedalizzazione i centri specializzati, o anche l’assistenza domiciliare sul territorio.





