L’AQUILA – Torna ad invocare un risarcimento per le ingiuste detenzioni anche per i condannati prima 1989 il responsabile provinciale del dipartimento diritti e garanzie del Partito democratico dell’Aquila, Giulio Petrilli, che nei mesi scorsi per sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sull’argomento aveva dato vita anche ad uno sciopero della fame.

La norma, infatti, non essendo retroattiva non concede alcun beneficio per i condannati ingiustamente prima dell’entrata in vigore.

Petrilli, in una nota, ricorda come recentemente sia stato accordato un risarcimento a due maestre elementari di Brescia ingiustamente accusate di pedofilia:

“Io scontai cinque anni e otto mesi di carcere, con l’accusa di banda armata, per poi essere assolto ma non ho avuto un euro di risarcimento, in quanto la legge sul risarcimento da ingiusta detenzione non è retroattiva, quindi le sentenze definitive di assoluzione prima dell’entrata in vigore della legge nell’ ottobre 1989, non vengono risarcite”.

LA NOTA COMPLETA DI GIULIO PETRILLI

Ieri la corte d’assise d’appello di Brescia, ha accolto la richiesta di risarcimenti danni per ingiusta detenzione, di due maestre di scuole elementari di Brescia, accusate di pedofilia e detenute ingiustamente per questo reato.

Trecentomila euro per ognuna, il risarcimento per i dieci mesi di ingiusta detenzione.
Una decisione giusta ed ineccepibile. Ma perché per gli assolti su altri reati si rifiutano o diventano minimi i risarcimenti?

Io scontai cinque anni e otto mesi di carcere, con l’accusa di banda armata, per poi essere assolto ma non ho avuto un euro di risarcimento, in quanto la legge sul risarcimento da ingiusta detenzione non è retroattiva, quindi le sentenze definitive di assoluzione prima dell’entrata in vigore della legge nell’ ottobre 1989, non vengono risarcite.

Ma ho avuto modo di leggere di risarcimenti negati, in questi ultimi anni, per molte persone detenute ingiustamente.

Se uno viene assolto, dopo un’ingiusta detenzione, deve essere risarcito, qualsiasi accusa abbia avuto, lo dice la Costituzione nell’articolo 24, quando dice che la legge deve garantire la riparazione per errore giudiziario. Non facciamo una discriminazione sui risarcimenti, l’errore giudiziario va risarcito sempre.

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