AVEZZANO – Stato di agitazione e rifiuto a oltranza della mensa di servizio dell’amministrazione carceraria.
È la protesta del personale di polizia penitenziaria della Casa circondariale di Avezzano, distaccato, “senza oneri a carico dell’amministrazione”, come precisa lo stesso personale, negli istituti di Sulmona, L’Aquila e presso la Sfap di Sulmona, a causa della chiusura provvisoria dell’istituto marsicano.
L’azione di protesta è motivata “dall’atteggiamento dilatorio dell’amministrazione penitenziaria che, rispetto alla data di riapertura dell’istituto avezzanese – si legge in una nota – non dà certezze al quel personale che da quattro anni, con enormi sacrifici personali, è costretto a percorrere centinaia di chilometri al giorno a proprie spese”.
“Lo stato di agitazione e l’astensione della mensa di servizio – spiegano gli insorti – proseguirà a oltranza fino a quando l’amministrazione non darà certezze sulla data di riapertura della Casa circondariale di Avezzano. In caso di mancato riscontro, viene preannunciato l’inasprimento dell’azione di protesta con l’organizzazione di un sit-in entro la prima decade di luglio, con il coinvolgimento delle autorità politiche ed istituzionali locali”.
Il personale sottolinea che “in un primo momento l’amministrazione penitenziaria aveva annunciato la probabile riapertura dell’istituto di Avezzano per i primi di aprile, poi per i primi di luglio” e infine, “la segreteria Abruzzo della federazione nazionale della sicurezza ha annunciato che non vi sono elementi oggettivi che permettono di individuare una data certa per la riapertura”.





