PESCARA – Un protocollo d’intesa finalizzato a semplificare, per i detenuti nelle carceri abruzzesi, le pratiche di accesso alle prestazioni previdenziali e alle indennità di disoccupazione, a snellire i rapporti tra l’Inps e l’amministrazione Penitenziaria e a formare adeguatamente il personale delle case circondariali. 

Nello specifico l’accordo, siglato questa mattina a Pescara dal provveditore regionale per l’amministrazione Penitenziaria Cinzia Calandrino e dal direttore regionale dell’Inps Roberto Bafundi, presente il sottosegretario alla Giustizia Federica Chiavaroli, prevede accessi programmati nelle sedi Inps d’Abruzzo, da parte del personale dell’amministrazione Penitenziaria, per acquisire ogni informazione utile e ricevere consulenza sulle attività amministrative svolte a favore dei detenuti, con l’impegno da parte dell’Inps a fornire ogni forma di assistenza e supporto, nonché a garantire percorsi concordati di formazione e affiancamento al personale delle case circondariali. 

Le domande per ottenere l’indennità di disoccupazione (Naspi) e altre eventuali prestazioni a cui i detenuti potrebbero avere diritto, dopo apposita delega saranno tempestivamente presentate al verificarsi dell’evento, con l’Inps che si impegna mettere in pagamento le richieste entro il mese successivo alla presentazione delle domande. 

Il provveditore regionale Calandrino ha osservato che “il lavoro in rete tra pubbliche amministrazioni serve a facilitare il reinserimento dei detenuti” e ha ricordato “che il carcere è parte della società ed è dunque importante sviluppare sinergie tra le istituzioni al fine di far sentire i detenuti dei cittadini”. 

Il direttore dell’Inps abruzzese Bafundi, infine, ha sottolineato che “l’intesa rappresenta un piccolo contributo che ha l’obiettivo di dare sollievo ai detenuti e alle loro famiglie, e di agevolare il reinserimento sociale”.

“Questa intesa è un bel segnale di collaborazione tra le istituzioni – ha detto il sottosegretario alla Giustizia Chiavaroli – ma per me è anche l’occasione per ribadire che occorre aprire le carceri e fare conoscere queste realtà, e per affermare che interventi come quello illustrato oggi, che vanno nella direzione del reinserimento sociale e della rieducazione dei detenuti, rappresentano il migliore investimento sulla sicurezza del nostro Paese, anche considerando che in Italia la recidiva dei detenuti si attesta attorno al 70 per cento”. 

“Bisogna dunque impegnarsi – ha aggiunto la Chiavaroli – affinché chi oggi si trova in carcere, una volta fuori abbia un’altra possibilità. Personalmente sto concentrando gran parte delle mie forze in questa direzione e sono certa che sia possibile migliorare il quadro”.

Calandrino, dopo la firma dell’intesa, ha ricordato che “In Abruzzo c’è una grande carenza di personale, contro la quale dobbiamo combattere quotidianamente. A causa delle politiche di spending review, ogni anno i fondi diminuiscono, chi va in pensione non viene sostituito e dunque c’è da stringere i denti”.  “Sul piano del sovraffollamento carcerario l’Abruzzo rappresenta ancora un’isola felice – ha aggiunto Calandrino – e mi piace sottolineare il clima splendido che si respira nelle strutture abruzzesi, dove tutto il personale opera con la massima professionalità”