L’AQUILA – Una diffida inviata a prefetto, sindaco, Giunta, Consiglio e organismi tecnici del Comune.
A presentarla il gruppo di minoranza di Capitignano (L’Aquila) che invita il sindaco ad inserire al prossimo ordine del giorno del Consiglio comunale la questione delle incompatibilità tra componenti dell’assise civica ed il ruolo di tecnici, presidente di consorzi e progettisti impegnati nella ricostruzione post sisma.
Nel mirino due consiglieri di maggioranza, che come afferma il “Movimento civico per Capitignano e frazioni” sono “in “palese contrasto con la legge Barca”.
IL TESTO DELLA DIFFIDA
Con la presente diffidiamo formalmente le Autorità in indirizzo a voler prendere con immediatezza ogni provvedimento sollecitato dall’art.67 ,comma n°11,della L.134/2012, (“legge Barca”), ciascuno per le rispettive competenze, e nel contempo invitiamo i medesimi a sospendere con effetto immediato la redazione e/o l’emissione di atti amministrativi collegiali o monocratici (delibere del Consiglio comunale e Determine), a sospendere parimenti l’autorizzazione ed il visto di rendiconti per lavori inerenti la ricostruzione,l’impegno, la liquidazione e l’erogazione di somme con riferimento specifico alle ditte individuali e/o alle società a cui partecipano, a qualunque titolo, i Consiglieri comunali Alfredo Pelosi e Antonello Fulvi, in quanto gli stessi , a parere degli scriventi, sono incompatibili ai sensi della legge citata, nella quale è espressamente indicato che “le cariche elettive e politiche nei Comuni,……omissis….. nei cui territori sono ubicate le opere pubbliche e private finanziate ai sensi del D.L. 28 aprile 2009 n.39, sono incompatibili con quelle di progettista, di Direttore dei Lavori o di collaudatore di tali opere, nonché con l’esercizio di attività professionali connesse con lo svolgimento di dette opere….omissis…”.
Dal momento che risultano decorsi i 90 giorni previsti per la opzione da parte di coloro che versassero nelle descritte situazioni e che non risulta ,allo stato, essere pervenute dimissioni dalla carica di Consigliere comunale, né risultano essere state correttamente acquisite le dichiarazioni personali richieste a suo tempo dal Sindaco dietro sollecitazione del Gruppo di Minoranza, si chiede al Sindaco del Comune di Capitignano di porre all’ordine del giorno del primo Consiglio comunale utile,ai sensi dell’art.69 della L.267/2000, la contestazione della incompatibilità in relazione alla posizione dei medesimi Consiglieri e di assumere ogni provvedimento connesso anche in ordine alla successiva dichiarazione di decadenza degli stessi dalla carica predetta.
LA NOTA DEL MOVIMENTO CIVICO PER CAPITIGNANO E FRAZIONI
Con questa diffida presentata al Consiglio comunale di venerdì 30 novembre 2012 il Gruppo di Minoranza ha sollecitato la decadenza di due Consiglieri di Maggioranza in palese contrasto con la Legge Barca sulle incompatibilità, in quanto come titolari e soci di imprese attive nel settore delle costruzioni hanno in corso, direttamente o indirettamente, appalti per opere finanziate con contributi del terremoto nei Comuni di Capitignano, L’Aquila, Montereale e Campotosto.
Già in precedenza, ed a pochi giorni dalla scadenza dei termini per la opzione del 9 novembre, il Gruppo di Minoranza aveva inviato una nota al Segretario comunale affinchè vigilasse sulle incompatibilità di tutti i Consiglieri comunali. Solo a seguito di quella nota il Sindaco si vide costretto a chiedere formalmente ai Consiglieri di produrre apposita dichiarazione in merito alla incompatibilità di ciascuno nei confronti della legge Barca. Ciononostante, ad oggi, ancora non risultano acquisite al protocollo del Comune le dichiarazioni di alcuni Consiglieri di maggioranza, tra cui quella del Consigliere Alfredo Pelosi la cui incompatibilità, insieme all’altro Consigliere Antonello Fulvi, sia evidente e nota.
Nella seduta del Consiglio convocata per venerdì 30 il Capogruppo Michele Ponzi ha fatto recapitare la diffida al Sindaco il quale ad inizio seduta ha citato la diffida senza darne lettura imputando una non meglio compresa disconoscenza delle norme, con i chiaro intento di focalizzare l’attenzione su un problema inesistente e secondario come quello della formalità a richiedere l’inserimento di punti all’o.d.g. rispetto al problema vero di essere diffidato ad agire con Consiglieri che dovrebbero essere già decaduti ipso iure.
Al tentativo del capogruppo Ponzi di chiarire la evidente errata interpretazione della nota, il Sindaco Maurizio Pelosi ha asserito d’imperio che alle sue parole non vi era alcuna possibilità di replica. Di fronte a un tale comportamento i tre componenti della Minoranza, Michele Ponzi, Franco Pucci e Ilaria Cavicchia, non hanno potuto fare altro che abbandonare l’aula consiliare domandando a loro stessi dove fosse andata a finire la democrazia e se il primo cittadino ne conoscesse il vero significato della parola.
A quel punto in aula sono rimasti solo quattro Consiglieri di maggioranza tra cui uno incompatibile a ricoprire la carica elettiva, anzi già decaduto in base alla legge ed a quanto asserito anche al Consiglio comunale dell’Aquila, mettendo così a serio rischio l’annullamento della approvazione riguardante una variazione di bilancio che scadeva proprio il 30 novembre. Da ciò forse è dipeso l’atteggiamento di totale chiusura del Sindaco, che non è riuscito a portare in Consiglio tutti i componenti del suo Gruppo per garantirsi una maggioranza legale.
Constatata la posizione assunta dal Sindaco di Capitignano e valutato che la mancata risoluzione del conflitto di interessi dei Consiglieri incompatibili rischia di arrecare danni a tutto il paese, la diffida e la presente nota verranno trasmesse al Ministro Barca rappresentandogli la necessità di vigilare, magari personalmente, come è nel suo stile recenteme





