L’AQUILA – “Da Roma capitale ci sarà la massima collaborazione con L’Aquila, che a breve diventerà capitale italiana della cultura e il nostro obiettivo è quello di creare un network incentrato sul turismo responsabile e sostenibile. L’Abruzzo così vicino a noi ha potenzialità straordinarie. La speranza è che però non venga sprecata questa occasione come, duole dirlo, è accaduto con l’anno del Giubileo, che poche ricadute ha avuto nella vostra regione”.
Un’apertura di credito, una messa a disposizione da una parte, un rammarico per una opportunità persa dall’altra: così, con un colpo al cerchio e uno alla botte, nell’intervista n esclusiva ad Abruzzoweb, Alessandro Onorato, assessore ai Grandi eventi, Turismo, Sport e Moda di Roma Capitale, 41enne esponente di spicco della giunta di centrosinistra di Roberto Gualtieri, ed astro nascente dell’area moderata e riformista del centrosinistra, dopo aver lanciato ad ottobre il movimento “Progetto civico Italia”.
Onorato sarà protagonista dell’incontro di domani lunedì 15 dicembre, alle ore 18, nella sala conferenze della sede dell’Ance all’Aquila “Dove c’è dialogo nasce la svolta”, organizzata dai consiglieri comunali di opposizione Enrico Verini, di Azione, e Gianni Padovani, dei Socialisti Liberali.
In vista dell’anno della capitale della cultura, Onorato tende dunque la mano al capoluogo regionale attraverso una iniziativa delle opposizioni, visto che il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, di Fdi, non ha creato rapporti particolari con le amministrazioni di un colore politico diverso, e si registrano già polemiche per l’accentramento delle decisioni nelle mani del sindaco e del suo cerchio magico, e un coinvolgimento ritenuto non adeguato del territorio.
Un momento di confronto al quale prenderanno parte amministratori delle quattro province abruzzesi insieme a imprenditori e professionisti impegnati nella crescita economica e sociale della regione. L’incontro si propone come focus anche quello della costruzione di un ponte tra l’Abruzzo e la Capitale, con proposte concrete per favorire lo sviluppo delle comunità attraverso la condivisione dei processi decisionali.
Oltre ad Onorato, Verini, e Padovani ci saranno Alessandro Carbone, fondatore del progetto civico Spazi Liberali per Chieti, esperto di M&A; Piero Carducci, economista ed ex docente della Scuola Superiore dell’Amministrazione dell’Interno, Carlo Costantini, consigliere comunale di Pescara ed ex deputato, Camillo D’Angelo, presidente della Provincia di Teramo e sindaco di Valle Castellana, Valdo Di Bonaventura, già assessore all’Ambiente del Comune di Teramo; Andrea Marino, assessore allo Sport e alle Politiche giovanili di Popoli, Fabrizio D’Alessandro, sindaco di Barisciano, Velia Nazzarro, consigliera comunale ed ex sindaco di Carsoli, Antonello Passacantando, presidente del Coni Abruzzo, Francesca Pompa, presidente One Group e Q110, riferimento nel campo della comunicazione e formazione e Andrea Spacca, operatore turistico e Ceo di Welcome Aq. A moderare il dibattito sarà il giornalista Alfio Di Battista.
Entrando dunque nel merito, assicura ad Abruzzoweb Onorato, in riferimento all’Aquila capitale italiana della cultura, presentata ufficialmente nei giorni scorsi a Roma, alla presenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli: “naturalmente da Roma capitale ci sarà la massima collaborazione, ci saranno a breve incontri con l’amministrazione comunale per entrare nel merito. Per noi le istituzioni vengono prima di qualunque altra cosa, del colore politico. Noi tifiamo per il Paese, non è che nell’ambizione di governare al posto di Giorgia Meloni, facciamo solo il coro di quello che non va. E credo però che sia bellissimo che due consiglieri comunali di opposizione dell’Aquila, dimostrino, nell’organizzare questa iniziativa, un grande amore verso il loro territorio, verso l’Aquila, una città stupenda che ha subìto con il terremoto del 209 uno dei fatti più tragici dell’epoca contemporanea”.
Del resto, prosegue Onorato, “l’Abruzzo è una terra che amo, che conosco bene, che ho frequentato mille volte, non soltanto L’Aquila, penso a Chieti, a Pescara, città stupenda dalle potenzialità infinite. Penso al turismo delle montagne, ma anche a quello del mare, altro asset sul quale il Lazio e l’Abruzzo possono collaborare, creando un ponte tra Adriatico al Tirreno. A questo proposito stiamo investendo molto per far recuperare a Roma la sua vocazione di città di mare. Ostia, dove sono nato e cresciuto, è del resto solo 20 chilometri, ed stata, lo ricordo, la porta dell’antica Roma”.
Allargando lo sguardo sul turismo prosegue Onorato: “noi a Roma abbiamo fatto un lavoro enorme, superando l’idea sbagliata che siccome abbiamo un patrimonio straordinario, archeologico, artistico, architettonico, i turisti almeno una volta nella vita, da ogni parte del mondo, devono venire qui. Questo meccanismo ha generato un turismo caotico, che più che portare toglie alla città. Noi in questi quattro anni e un mese abbiamo affrontato questo tema immaginando un turismo che sia figlio di un piano industriale, cioè dove i turisti devono lasciare più di quello che trovano. “.
Prosegue Onorato, “come città noi abbiamo tutto l’interesse nel valorizzare Roma come hub turistico rispetto a tutta Italia. Questo è già avvenuto sull’asse dell’alta velocità ferroviaria: tantissimi turisti che arrivano a Roma poi li ritroviamo a Napoli, a Firenze, a Venezia, a Milano, grazie a collegamenti veloci. Però abbiamo l’interesse che questi turisti rimangano più giorni. In media non superavano i 2,3 giorni e invece da quattro anni a questa parte i turisti rimangono 4,1 giorni, creando maggiori ricadute economiche”.
Ma appunto, “una volta che arrivano a Roma questi turisti potrebbero visitare tante mete che appaiono lontane ma in realtà sono vicinissime, a cominciare dall’Abruzzo, che ha grandi bellezze e una enogastronomia straordinaria, splendidi borghi. Ecco perché per esempio, io credo fortemente nelle sinergie tra Roma e l’Abruzzo, immaginando diversi tipi di turismo, come quello esperienziale, quello legato alla natura e quello legato al mare, e al turismo religioso, e l’Abruzzo ha enormi potenzialità in tal senso”.
C’è pero anche una nota dolente: “qualcuno in Abruzzo si è mai domandato come valorizzare e generare ricadute economiche dalle oltre 5,6 milioni di presenze turistiche che ci sono a Roma? Io credo di no, e l’esperienza del Giubileo ne è la conferma: l’Abruzzo e in particolar modo l’Aquila, per la presenza della Porta Santa della Basilica di Collemaggio, avrebbe dovuto registrare un boom di turisti che mi risulta non ci sia stato”.
Tornando all’Aquila capitale della Cultura Onorato, in qualità proprio di assessore ai Grandi eventi, consiglia di evitare l’errore di declinare questa opportunità in un costoso “eventificio” fine a se stesso.
“Credo che questo sia un rischio reale: i grandi eventi certo sono molto importanti, ma solo se la loro eredità è duratura nel tempo, altrimenti sono solo fumo agli occhi dei cittadini. Da ogni grande evento ci deve essere una ricaduta immediata in termini economici per le imprese del territorio e occupazionali, ovvero nuovi posti di lavoro, marketing territoriale, comunicazione. Ma non basta, ma poi serve anche porre le basi per le infrastrutture culturali di lunga durata. La cultura deve lasciare qualcosa dietro di sé, di fisico e concreto”. Filippo Tronca






