CAPESTRANO – Sabrina Prioli è una sociologa, life coach, consulente per organizzazioni internazionali no-profit e istituzioni governative e da oltre vent’anni si occupa del monitoraggio di progetti di cooperazione internazionale.

Nel luglio 2016, mentre si trovava nel Sud-Sudan sconvolto dalla guerra civile, alla distanza di qualche chilometro dalla missione di peacekeeping delle Nazioni Unite, è stata attaccata e ripetutamente violentata – e con lei altre colleghe inermi – da uomini in divisa, soldati delle truppe del presidente del Sud Sudan, Salva Kiir. Il 22 agosto 2017, da sola, ha avuto il coraggio di testimoniare davanti alla corte marziale della capitale Juba e ha ottenuto la condanna dei suoi aguzzini. La stampa internazionale si è occupata a lungo del caso, quella italiana molto poco.  Sabato prossimo  alle 18 sarà presentato a Capestrano  (L’Aquila) un suo libro che parla di queste esperienze drammatiche.
Una donna che ha scelto e continua a scegliere di non restare in silenzio, Sabrina Prioli ha raccontato la sua storia nei libri “Il viaggio della fenice” autoprodotto e “Non finisce mai – stupro dopo stupro” edito da Helicon con la prefazione di Moni Ovadia.
“Nessuno – dice – dovrebbe subire ciò che ho vissuto io, e parlo perché la mia voce possa essere d’aiuto ad altre vittime. Sono una donna che ha conosciuto il dolore più profondo, ma che ha trovato la forza di rialzarsi e di combattere. Ma se pensavo che la parte più dura fosse sopravvivere a quell’orrore, mi sbagliavo. Perché oggi mi trovo a lottare contro un’altra forma di violenza: quella dell’indifferenza dello Stato, della giustizia che non arriva, della burocrazia che soffoca ogni speranza.”
La Dama di Capestrano “è onorata di ospitare una donna che ha avuto e che ha ancora la forza di raccontare non solo la violenza subita ma soprattutto che ha il coraggio per denunciare quello che alle vittime accade dopo, perché è allora che ha inizio un altro calvario, altrettanto feroce e altrettanto disumano”. Condurrà l’incontro di sabato la giornalista Michela Santoro. (R. Salvati)