OFENA- “È doveroso fare chiarezza sulla gestione del consorzio di bonifica Aterno Sagittario dopo la presa di posizione del nuovo Presidente, Mario Monaco, con la nota inviata al vice presidente della giunta regionale, Emanuele Imprudente, e alle associazioni di categoria. Nella nota si chiede ai contadini di gestire le colture le quali non richiedono l’intervento irriguo, in quanto la guerra in Iran influisce sul costo di energia elettrica che occorre per il sollevamento delle acque del Tirino nei vasconi a monte della valle”.

Lo si legge in un intervento degli allevatori del Cospa, una trentina, il cui portavoce è Dino Rossi,  i quali sostengono che la crisi non è dovuta alle conseguenze della guerra in Iran ma a una gestione discutibile a loro avviso. “È doveroso segnalare ancora una volta”, si afferma nella nota, “che il vascone sito nel comune di Ofena (L’Aquila)  situato nei pressi del convento  dei cappuccini, risulta essere un colabrodo, come evidenziato dalla foto scattata l’estate scorsa e più volte denunciata a mezzo stampa”.

“Le colture esistono di due tipi, quelle che hanno bisogno di acqua e quelle che sono autosufficienti, come i cereali, ma il consorzio emette cartelle uniche che sono proprio vere tasse, visto che da decenni il consorzio non ha un piano di classifica che corrisponde alla realtà. È bene ribadire che la tassa emessa dal consorzio è anticostituzionale! Nel contempo ci chiede di fare prudenza. Forse al presidente sfugge la cosa più importante, che l’utilizzo dell’acqua di bonifica è collegato all’andamento climatico, ed è per questo che è stata inventata l’irrigazione! La guerra in Iran non c’entra! Risulta invece, che la centrale sia stata data in gestione ad una ditta esterna e forse inizia a battere cassa. Esiste una centrale idroelettrica istallata sul comune di Raiano (L’Aquila), costata un miliardo di vecchie lire, mai entrata in funzione ed ancora una volta si chiede sacrifici ai consorziati”.

“Sono stati spesi oltre 10 milioni di euro per istallare contatori su rete idriche fatiscenti degli anni 70 in cemento amianto. Con questi fondi si poteva benissimo ristrutturare la rete idrica, far partire la centrale di Raiano, ristrutturare quella di Capo d’acqua sita sul comune di Capestrano nell’Aquilano, al fine di essere autosufficienti. Se tali interventi non risultavano soddisfacenti si poteva optare all’istallazione di pannelli fotovoltaici o pale eoliche”.

“Con l’occasione si rende noto che gli agricoltori ricadenti nel comprensorio sono allo stremo delle risorse di sopravvivenza, per tanto si chiede di redigere un piano di classifica adeguato al fine di abolire questa tassa incostituzionale, altrimenti ci troveremo costretti ad inoltrare querele alle autorità competenti accompagnate da manifestazioni eclatanti”.