L’AQUILA – Nuova puntata dello scontro tra il centrodestra che guida la Regione Abruzzo e il manager della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila Roberto Testa, nominato in quota Fratelli d’Italia ad agosto 2019, indicato dal presidente Marco Marsilio e dall’assessore al bilancio Guido Liris, entrambi di FdI.
Ieri i Nas hanno effettuato un blitz nei laboratori di Avezzano e L’Aquila per la vicenda dei tamponi covid non comunicati nei giorni scorsi, problema che ha interessato in particolare Avezzano.
Secondo quanto si è appreso, i carabinieri del nucleo antisofisticazione di Pescara sono stati sollecitati ai controlli direttamente dal governatore Marco Marsilio e dall’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì, della Lega.
Polemiche roventi sulla vicenda erano divampate nel corso della riunione del Comitato tecnico scientifico di venerdì scorso, quando Marsilio ha accusato ancora una volta il manager romano di inadempienza.
La nuova lite è sorta sul numero di positivi emersi dai tamponi, che secondo la Asl erano tra 20 e 30, mentre in realtà sarebbero stati un’ottantina.
Oggi alla Asl è arrivato il verbale dei Nas che stando a fonti interne, verrebbe contestato dai vertici Asl, per i quali comunque i positivi scoperti in ritardo sarebbero distribuiti in più comuni e non avrebbero alterato il quadro della situazione in provincia dell’Aquila.
Fonti della Asl sottolineano che la situazione è in via di graduale recupero e che il disguido è legato ad un problema del software, che non ha permesso la trasmissione dei dati alla piattaforma regionale.
Si tratta della seconda puntata ufficiale dello scontro in corso tra il centrodestra e il manager dopo la lettera di contestazione del suo operato, un preavviso di sfratto che ha avviato di fatto il percorso di revoca anticipata del contratto e che porta la firma dell’assessore regionale alla Salute Verì, e dal direttore del dipartimento Sanità, Claudio D’Amario. Una azione forte alla quale Testa non avrebbe replicato facendo scadere i termini per fornire spiegazioni scegliendo di sfidare il centrodestra che lo aveva voluto e quindi il contenzioso che potrebbe essere pericoloso per l’ente regionale.
Negli ambienti della Asl aquilana e del centrodestra si parla sempre con maggiore insistenza di una revoca anticipata del contratto prima della verifica di metà mandato di settembre, con il rischio, da parte della Regione, di una richiesta di risarcimento danni milionaria da parte del manager.






