L’AQUILA – Chiusi nei residence, la città quasi silenziosa e “surreale”: è la situazione che vivono ad Alessandria d’Egitto gli italiani espatriati, secondo quanto racconta all’Ansa al telefono l’ingegnere abruzzese Stefano Evangelista, dirigente di una compagnia petrolifera.
“Molti sono a casa, il coprifuoco è attivo, il traffico sulla Corniche (il lungomare, ndr) è il 10 per cento rispetto a un normale venerdì”, dice.
In città è presente una comunità di italiani al lavoro per gruppi energetici, che hanno indicato ai dipendenti di restare in casa. La situazione nella città viene descritta come “virtuale e insolita”.
“La sera, dalle 21 alle 6 del mattino non esce quasi nessuno e si vedono anche poche macchine”, aggiunge Evangelista.
“Oggi – continua – ci sono stati dei problemi nel quartiere di Sibi Tisr.
La gente non pare preoccupata, ma c’è grande incertezza: tutti, gli egiziani illuminati in testa, non riescono a capire che cosa potrebbe accadere. Tutti ci diamo un orizzonte di una settimana per capire cosa accade”. Nonostante il coprifuoco, gli impianti delle società petrolifere sono al lavoro. Ad Alessandria la piccola comunità di italiani al lavoro per gruppi energetici è composta da circa cinquanta persone.
Le società presenti sono Eni, Saipem, Edison, Pirelli e altre minori.



