L’AQUILA – La giunta regionale il 28 luglio ha approvato la proposta di legge di assestamento di bilancio di previsione senza tener conto di un debito potenziale di 10.885.343 euro, imputabile nientemeno che all’Ersa, l’ente regionale di sviluppo agricolo, poi divenuto Arssa, con soppressione arrivata nel 2011 per quello che fu considerato un “baraccone”. Per quanto questo debito era stato già comunicato dal dipartimento Agricoltura il 16 luglio.
Non solo, l’assestamento è stato approvato senza aspettare nemmeno un riaccertamento aggiornato da parte dell’Avvocatura regionale dei contenziosi legali a rischio, che poi l’11 agosto ha indicato la necessità di mettere a bilancio, nell’apposito fondo, 9.348.457 euro solo per quest’anno, 45.210.244 euro fino al 2028.
Sono questi i due passaggi salienti e clamorosi che hanno portato il Collegio dei revisori dei conti a bocciare, con verbale recapitato ieri sera, la legge di assestamento che deve approdare domani in aula per l’approvazione, a questo punto in forse, se non si troveranno in poche ore 20.233.800 euro per quest’anno, tenuto conto che nel triennio l’ammanco è di ben 56.095.587 euro
All’attacco sono partiti già il capogruppo del Pd Silvio Paolucci, che per primo ha dato notizia della bocciatura, e che parla di “un fatto di una gravità enorme che segna un punto bassissimo nella gestione finanziaria della Giunta di Marsilio”
Mentre i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Erika Alessandrini e Francesco Taglieri, sostengono che “è impossibile andare in aula come se nulla fosse. Conti da rifare e Consiglio da rinviare”.
Il centrodestra per ora tace e prende tempo per valutare il da farsi, di certo il parere dei revisori mazzata per la maggioranza del presidente Marco Marsilio e dell’assessore al Bilancio Mario Quaglieri, di Fdi, perché di fatto si riduce al lumicino, per non dire si azzera, il tesoretto di 30 milioni di euro, faticosamente recuperato con la riduzione da 103.781.778 euro a 73.781.778 euro, del deficit della sanità per il 2025, grazie ai primi effetti del Programma operativo concordato con il Tavolo interministeriale di monitoraggio.
Con la possibilità, salutata con entusiasmo dai vari assessori e gruppi di maggioranza, dopo due anni di tagli e sacrifici, di imbastire una manovra d’aula di 20 milioni di euro utili a rifinanziare e rimpinguare leggi importanti come quella contro lo spopolamento delle aree montane, per il sostegno alle famiglie dei minori affetti da malattie rare, per rimborsare i danni da fauna selvatica e i danni causati dalle avversità atmosferiche a beneficio degli agricoltori. Ed ancora soldi per eventi cari al centrodestra come come il maxi concerto di Pescara della Notte dei serpenti, il Festival dannunziano, ed ancora per la Giostra cavalleresca di Sulmona, la Film commission Abruzzo, eventi sportivi vari. Qui di seguito la tabella completa come le somme.
A questo capitolo di spesa si aggiungono poi i 16.909.040 euro per coprire vari debiti che non erano stati preventivati nel bilancio di previsione.
Ora però e tutto da rifare.
Vediamo dunque nel dettaglio cosa scrivono i componenti del Collegio dei revisori, composto da Grazia Zeppa, presidente, Valerio D’Amicodatri e Emanuele Verini, il cui mancato parere aveva già costretto a rinviare l’approvazione dell’assestamento nel consiglio del 6 agosto, che ha affrontato solo interpellanze e interrogazioni.
Nel verbale si punta il dito sulla consistenza del Fondo rischi contenzioso che “rappresenta uno dei principali presidi posti a tutela della veridicità del risultato di amministrazione”.
Nel merito il Collegio segnala la presenza di un numero crescente di controversie qualificate ad alto rischio di soccombenza, pari al 78,3% delle somme richieste dalle varie controparti.
E viene però evidenziato che non c’è adeguata copertura prudenziale, prendendo atto delle valutazioni effettuate dal Dipartimento avvocatura, guidato da Stefania Valeri, che rileva una diminuzione rispetto all’esercizio precedente di 6,9 milioni di euro.
Il Collegio ha dunque chiesto approfondimento all’Avvocatura regionale, per avere un quadro ancor più esatto, “una mappatura aggiornata alla data della legge di assestamento”.
Dalla risposta dell’Avvocatura è così emerso un potenziale rischio di soccombenza per la Regione quantificato in 45.210.244 euro nel 2026, 2027 e 2028, e per questo anno sono da prevedere subito nella legge di assestamento 9.348.457 euro, il resto, oltre 35 milioni nei prossimi due anni.
Ma soprattutto, si legge nel verbale, la risposta dell’Avvocatura è arrivata l’11 agosto, ma come detto l’assestamento era stato già approvato in giunta, senza attendere l’esito del riaccertamento di cui si era perfettamente a conoscenza, il 28 luglio.
E allo stato attuale il fondo rischi contenzioso, ricorda il Collegio, “presenta uno stanziamento di euro 1.135.164,22 nell’annualità 2026 e di euro 4.410.965,89 nelle due annualità successive 2027 e 2028”. Del tutto insufficienti, perché appunto nel triennio occorre dotare il fondo di ben 45.210.244 euro.
Ma ancor più clamoroso è il caso del debito fuori bilancio di cui invece la Giunta regionale aveva piena contezza, ma che nella delibera del 28 luglio non ha preso in considerazione: ben 10.885.343 euro di posizione debitoria della Regione Abruzzo, nei confronti della Amco Spa, società finanziaria italiana partecipata interamente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, specializzata nella gestione e nel recupero dei crediti deteriorati.
Un debito potenziale vecchio di decenni, connesso a mutui e linee di credito dell’Ersa, l’ente regionale di sviluppo agricolo, istituito nel lontano 1978, che poi ha preso il nome di Arssa, fino alla soppressione arrivata nel 2011 su iniziativa del presidente della Regione di centrodestra Gianni Chiodi e con 230 dipendenti di un ente che affogava nei debiti ricollocati ad altre mansioni nei vari assessorati ed enti della regione Abruzzo.
Il punto saliente è però che la direttrice del dipartimento Agricoltura, Elena Sico, aveva comunicato già il 15 luglio l’esistenza di questo debito fuori bilancio, tenuto conto che i legali dell’Amco avevano inviato una lettera di diffida per ottenere finalmente i soldi, il 23 ottobre dell’anno scorso.
Ma appunto, evidenzia il Collegio, questa somma ad oggi “non trova copertura finanziaria nella manovra di assestamento al bilancio”.
In totale dunque a mancare all’appello solo per quest’anno sono 20.233.800 euro.
A seguire il parere finale del Collegio, a cui nelle prossime ore Marsilio e i suoi dovranno necessariamente dare un riscontro.
Il Collegio, “a seguito delle verifiche e dei controlli effettuati e delle considerazioni sopra esposte, per la rilevanza delle criticità riscontrate, esprime parere non favorevole sulla proposta di assestamento del bilancio di previsione 2026-2028”.
Il parere non favorevole è motivato dalla “mancata previsione nella proposta di assestamento del maggior accantonamento del fondo rischi contenzioso quantificato dall’Avvocatura regionale”, “dalla mancata previsione nella proposta di assestamento del maggior accantonamento del fondo passività potenziali come richiesto dal Dipartimento Agricoltura”, e di conseguenza dalla “impossibilità di attestare, nella configurazione attuale della proposta della legge di assestamento “il permanere degli equilibri generali di bilancio, tenuto conto dell’ulteriore fabbisogno finanziario necessario a fronteggiare le passività potenziali derivanti da contenzioso e da ulteriori passività note”.
Il Collegio invita pertanto l’Amministrazione regionale a procedere, prima dell’approvazione definitiva della legge di assestamento, “alla rideterminazione del fondo rischi contenzioso” e alla “copertura della passività potenziale richiesta dal Dipartimento Agricoltura e ad adottare le conseguenti misure finanziarie e di riequilibrio necessarie, procedendo alla conseguente rideterminazione degli equilibri generali di bilancio”.
Infine il Collegio “si riserva di riesaminare la propria valutazione qualora venga sottoposta una proposta modificata che recepisca le risultanze della ricognizione del contenzioso e delle passività potenziali, e assicuri la congruità degli accantonamenti e consenta di attestare il permanere degli equilibri generali di bilancio”.
GLI STANZIAMENTI CON IL TESORETTO








