L’AQUILA – Una nuova ondata di polemiche si abbatte sulla cultura aquilana e sulla modalità di scelta delle associazioni coinvolte per I Cantieri dell’immaginario, “senza alcun bando pubblico e a discrezione della sola amministrazione comunale”.
In concomitanza con la conferenza stampa per la presentazione dell’edizione 2018 della manifestazione, in programma oggi, nella sala Rivera di palazzo Fibbioni all’Aquila, si alza l’ennesima voce tra i tanti operatori della città, che denunciano “una disparità di trattamento tra le raeltà del capoluogo”.
All’incontro, dove interverranno il sindaco Pierluigi Biondi, l’assessore alla Cultura Sabrina Di Cosimo e il direttore artistico della manifestazione Leonardo De Amicis, che nel Comitato Perdonanza ricopre lo stesso ruolo, verrà svelato il programma dell’evento.
Ma sebbene gli appuntamenti e i particolari non siano ancora noti, già si sono sollevate le prime forti critiche sul “modus operandi” degli organizzatori.
Questa volta il primo cittadino ha deciso di affidare I Cantieri al Teatro stabile d’Abruzzo (Tsa), che gestirà il budget, coperto dai fondi stanziati dal 4 per cento del bottino complessivo della ricostruzione post-sisma, che da quanto appreso ammonterebbe a 240 mila euro circa per l’edizione di quest’anno.
A destare dubbi e a creare mal di pancia all’interno del mondo culturale aquilano non sono le associazioni scelte tra quelle riconosciute dal Fus (Fondo unico per lo spettacolo), ovvero i Solisti aquilani, la Società di concerti Barattelli, il Teatro Zeta e lo stesso Tsa, ma quelle non riconosciute: Spazio rimediato, il Teatro dei 99, Animammersa e Piercesare Stagni, ideatore e conduttore della trasmissione televisiva Il cinema racconta di Laqtv. ( A differenza di quanto pubblicato in precedenza, si precisa che i clown in corsia dell’ospedale non sono in nessun modo coinvolti nella manifestazione).
Questa manifestazione, molto sentita in città e che nasce per portare nel centro storico dell’Aquila e delle frazioni una serie di eventi per “restituire” L’Aquila alle arti e alla cultura, rappresenta solo la punta dell’icerberg del vortice di critiche che sta interessando l’assessorato competente.
Sono molti, infatti, i “casi” che hanno suscitato malumori nel mondo della cultura, a partire dalla scelta di ridurre il corteo storico della Perdonanza celestiniana ed eliminare la figura della dama della Bolla, in nome della semplicità e dell’aspetto spirituale della festa più importante per la città e per i suoi cittadini, ma anche l’affidamento diretto dei fondi in occasione del Capodanno e di Natale, finiti in commissione Garanzia e Controllo con tutti i carteggi relativi al 2017 e al primo semestre 2018.
Ma nonostante dubbi e polemiche, “ancora una volta l’amministrazione comunale di centrodestra ha preferito scegliere in modo arbitrario associazioni e persone da inserire nell’organizzazione dell’evento, piuttosto che selezionarle con apposito bando”. Intanto tra gli operatori culturali locali inizia a destrarsi un vento di protesta e dissenso colletivo, “degli esclusi”, che chiedono chiarimenti in merito alle modalità decisionali utilizzate in passato, ma soprattutto per quelle future.





