L’AQUILA – Diventa a pagamento, con un biglietto unico del costo di 5 euro, il parcheggio nel piazzale dell’albergo di Campo Imperatore sul Gran Sasso e scoppia la protesta per la mossa decretata per scoraggiare la sosta selvaggia ma che si teme possa danneggiare l’afflusso turistico.
L’annuncio dato dall’amministratore unico del Centro turistico, Fulvio Vincenzo Giuliani, e dal sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, è stato bocciato duramente dal segretario generale di Apindustria, Massimiliano Mari Fiamma, per il quale “il governo della città è senza controllo e programmazione”.
Le “strisce blu” saranno realizzate nelle aree di sosta sia a monte che a valle, oltre la sbarra che, dopo il piazzale di Fonte Cerreto, delimita la strada che porta in quota.
Il servizio di controllo e gestione del traffico di auto e moto verrà affidato a due parcheggiatori.
Il biglietto costerà 5 euro tanto per una sosta di pochi minuti quanto per tutta la giornata.
“Come si può pensare che far pagare il parcheggio a Campo Imperatore oggi, in un posto con servizi da terzo mondo, un raro esempio di sfacelo della manutenzione, possa generare indotto? – si chiede Mari Fiamma – Io vado spesso in moto e i commenti dei visitatori sono sempre gli stessi: panorama incantevole come pochi che fa da cornice a una desolante stazione montana dai fasti ormai persi nella memoria”.
Secondo l’esponente di Apindustria, “il parcheggio gratuito dava la sensazione di un possibile divenire, di una speranza di recupero di quello scempio, far pagare invece darà la sensazione che quella sia proprio la destinazione finale di quegli stabili decomposti”.
IL RESTO DELLA NOTA DI MARI FIAMMA
Come si può pensare che far pagare il parcheggio a Campo Imperatore oggi, in un posto con servizi da terzo mondo, un raro esempio di sfacelo della manutenzione, possa generare indotto?
Io vado spesso, in moto, ed i commenti dei visitatori sono sempre gli stessi: panorama incantevole come pochi che fa da cornice ad una desolante stazione montana dai fasti ormai persi nella memoria.
Il parcheggio gratuito dava la sensazione di un possibile “divenire”, di una speranza di recupero di quello scempio, far pagare invece darà la sensazione che quella sia proprio la destinazione finale di quegli stabili decomposti.
Come detto, però, l’improvvisazione sembra essere il metodo che ormai contraddistingue l’azione politica e mentre si pensa di fare cassa con iniziative disperate L’Aquila necessita di un progetto di rinascita da almeno un lustro.
Dove sono le ipotesi dei parcheggi interrati per i residenti e per la fruizione del centro storico?
E quelli di prossimità? Ed un progetto turistico integrato che parta dagli attuali punti di forza del comprensorio e non dalle isteriche posizioni di qualche consigliere comunale pseudo-ambientalista?
Come si potrebbero mettere a rete le manifestazioni più importanti (Perdonanza, Fiera dell’Epifania, Jazz a L’Aquila) in modo da perfezionare una macchina organizzativa impeccabile? Come potenziare i collegamenti con Roma evitando i ricatti delle Strada dei Parchi?
Appare del tutto evidente che solo per rispondere a queste poche domande occorre una sintesi strutturata e complessa che merita un lavoro alacre, puntuale e veloce se non si vuole rischiare che la nostra Città venga abbandonata anche da chi ha resistito fino ad oggi, eppure si continua a pensare che “un uomo solo al comando” possa avere tutte le risposte, le migliori idee ed agire con giustezza.
La realtà dei fatti ha ampiamente dimostrato che così non è per cui, invece di aspettare, come al solito, che cambino le persone al vertice perché qualcosa cambi, auspichiamo che, da subito, anche in modo trasversale, L’Aquila ritrovi la sua “vera” classe dirigente in grado di esprimere una progettualità reale e produttiva.



