TERAMO – “L’unica possibilità è una frase fatta: largo ai giovani. Finché i soliti noti non mollano non sarà possibile alcun rinnovamento. Ovviamente riguarda tutti, destra, centro e sinistra”.
Così Andrea Camilleri, in un’intervista all’ Eco di San Gabrielé (il mensile dei Padri Passionisti in distribuzione in questi giorni), spiega quella che a suo parere è la soluzione ai problemi di “un’Italia dissestata il cui futuro preoccupa seriamente”.
“Berlusconi? – si chiede lo scrittore – Mi preoccupa il delirio di grandezza. Meno male che siamo nell’Europa unita, in altri tempi credo avrebbe potuto dichiarare ‘guerra’ a qualche stato vicino, magari alla Svizzera, seguendo Gheddafi che ne voleva l’abolizione”.
Camilleri parla anche della necessità di una nuova legge elettorale: “Privare il cittadino di scegliersi il deputato – sottolinea lo scrittore – credo sia una delle cose più antidemocratiche che si possa concepire”.
Parlando dei mali del centrosinistra, l’autore sostiene che una soluzione potrebbe essere Nichi Vendola.
“Non capisco perché sia così osteggiato da alcune componenti dell’opposizione – afferma. – Ha stravinto la sfida interna e di fatto rappresenta una novità. Perché voltargli le spalle?”.
Lo scrittore parla poi di “informazione omologata” e teme che possa accadere ciò che è già successo a suo padre: “Era un convinto fascista – ricorda – ma negli ultimi tempi era abbastanza disilluso dal regime. Per avere notizie non filtrate, si abbonò all’Osservatore Romano, che era un giornale ‘straniero’. Forse per lo stesso motivo – ironizza – tra poco mi dovrò abbonare all’Eco di san Gabriele oppure a Famiglia Cristiana o ad Avvenire”.
Nell’intervista c’é spazio anche per Montalbano. Rassicurando nuovamente tutti gli appassionati, Camilleri racconta perché abbia deciso di non far morire il commissario. Al salone del libro di Parigi, Jean Claude Izzo e Manuel Vazquez Montalban gli confessarono di voler far morire i propri personaggi.
“La sorte – conclude Camilleri – ha voluto che i due bravi scrittori morissero prima dei loro protagonisti. A quel punto ho deciso di non far morire Moltalbano”.






