CELANO – Niente da fare, il Celano incassa la quattordicesima sconfitta stagionale e vede allontanarsi sempre più la salvezza.
Nemmeno con il Neapolis, squadra non irresistibile, i marsicani sono riusciti a vincere o, perlomeno, a strappare un punticino.
Prima Cariello su deviazione di Croce e, poi, Varriale hanno steso gli uomini di Pino Petrelli che, a fine partita, ammette: “Salvezza difficilissima ma voglio comunque fare un plauso ai miei ragazzi perché non è facile giocare sempre con l’ansia del risultato e con il morale sotto i tacchi”.
Ciò che può confortare il tecnico di Ostia è la prestazione dei suoi ragazzi che non hanno affatto demeritato e che hanno sciupato parecchie occasioni da gol. Note positive da Luzi e Sabatini (i migliori) ma molte sono quelle dolenti.
L’attacco non fa male, troppo spuntato e poco incisivo, si affida solo alle individualità dei più talentuosi (vedi Sciamanna o Croce); la difesa subisce troppi gol e cade alle prime ingenuità.
I numeri sono drammatici: 17 gol fatti (peggio ha fatto solo l’Aversa Normanna) e 41 subiti. Statistiche che inchiodano i limiti del Celano che, in parte, potrebbero essere colmati con qualche rinforzo di qualità. Ma basterà? I tifosi, intanto, si aggrappano all’orgoglio marsicano. Domenica, infatti, è in programma il derby, molto sentito, contro il Chieti.
Davide contro Golia verrebbe da dire ma il Celano, partite come queste, non le fallisce. Vedere L’Aquila per credere. (gi.giar.)






