CAGNANO AMITERNO – La presentazione del libro dal titolo “La luna montanina” del poeta Francesco Dalessandro, in occasione della “VI^ giornata culturale cagnanese” si è svolta nella frazione Termine di Cagnano Amiterno in provincia dell’Aquila, però, a causa della pioggia, gli organizzatori della manifestazione, coadiuvati dai procuratori della festa del Santo Patrono, sono stati costretti a spostarla al coperto, nella chiesa attigua ai locali del “Centro anziani”.
L’organizzatore ed ideatore Cav. Claudio Cucchiella di questa manifestazione culturale, nonché il poeta Francesco Dalessandro e i relatori:Giuseppe Colantoni di Secinaro, Pasquale Di Prospero di Tornimparte,entrambi comuni aquilani, e la poetessa Sara D’Ascenzo originaria del luogo che hanno partecipato, sono rimasti molto soddisfatti della grande partecipazione di un pubblico molto interessato, che ha dimostrato il gradimento con numerosi e lunghi applausi. Nel corso della serata sono state lette alcune poesie in dialetto cagnanese che hanno riscosso un notevole successo.
Pasquale Di Prospero ha incentrando la sua relazione sulla “piccola storia” d’Italia, quella che non veniva scritta o scritta in parte perché riguardava la parte dei meno abbienti, dei contadini, insomma della povera gente che contava meno di niente; che poi lo scrittore Ignazio Silone riabilitò in parte con il romanzo “Fontamara”, nel quale che descrive la vita dei “cafoni”, contadini poveri e sfruttati, e le loro lotte contro le angherie del regime fascista e dei potenti locali.
Giuseppe Colantoni, già sindaco del Comune di Secinaro, ha letto una sua poesia in dialetto secinarese, che metteva in evidenza con intelligente ironia gli abusi che vengono spesso fatti spesso dagli amministratori comunali una volta vinte le elezioni. I due, entrambi ingegneri, con le loro relazioni hanno portato una ventata di novità che hanno interessato non poco il pubblico presente; insomma, non si è parlato solo di poesia, ma anche di storia, di soprusi e di altri argomenti che hanno tenuto gli spettatori “incollati” ai banchi della chiesa, rimanendo quasi dispiaciuti della fine della presentazione del libro di Francesco Dalessandro.






