CAGNANO AMITERNO – Una serata dal sapore unico quella trascorsa presso la frazione Sala di Cagnano Amiterno (L’Aquila) in un noto ristorante del Comune dell’Alto Aterno. Si sono ritrovati per festeggiare i loro 80 anni Bellini Leila, Cucchiella Filomena, D’Ascenzo Pia, Di Donato Ezio, Di Donato Osvalda, Di Pompeo Giuseppe, Fagnani Franco, Gattuso Maria Teresa, Liberatore Augusta, Ludovici Vittorio, Lattanzi Berardo, Mercurio Fortunato, Salvatore Domenico, tutti nati nell’anno 1945, coincidente con la fine della seconda guerra mondiale; non erano molti, ma le organizzatrici sono riuscite, non senza difficoltà a contattare i loro coetanei che hanno accettato con entusiasmo l’invito a partecipare.
La cena luculliana preparata dallo chef Domenico Salvatore e dalla sorella Elena è stata molto apprezzata per l’abbondanza delle portate e per la qualità della cucina. La poesia scritta e recitata dal noto poeta cagnanese Fausto Ruggeri, marito di una delle festeggiate, è stato il fiore all’occhiello della riuscitissima giornata di festa. Una serata dal sapore unico, un momento per ritrovarsi, sorridere e condividere ricordi di scuola, dell’adolescenza, degli scherzi, dei primi amori e di coloro che non ci sono più. Un legame che provoca ancora dopo tantissimi anni forti emozioni a testimonianza che certi legami non hanno alcuna relazione con il tempo che è passato.
La poesia intitolata “Classe 1945” del poeta cagnanese Fausto Ruggeri e la seguente: “Un bel gruppo di splendidi ottantenni/qui al Giardino a festeggiar l’evento./ Belli arditi come quindicenni/vispi, raggianti e con grande talento./ Ritrovarsi così dopo tanti anni/e un’emozione da frenare a stento/ ma l’entusiasmo di ritrovarsi insieme/questo fa sì che l’età non si teme./ Anno di grazia in cui germogliò il seme/fu quel ’45 fine guerra/ Veder la luce in quel periodo infame/ dove l’orrore sconvolse la Terra. / In quella fase si patì la fame/ gente umiliata a dormire per terra;/ Poi la Nazione riprese il cammino/ Ci volle tempo, ma si compì il destino./ Siete cresciuti un po’ col freno a mano,/ ma poi il sereno si vide arrivare,/ così finì quel mondo disumano/e la vita riprese a camminare./ Così ognuno di voi ha preso un cammino/ e col sapere acquistò potere,/ Con l’istruzione e poi con più saperi/ acquistaste prestigio e più valori. In questa vita ognuno ha dei doveri/ e tante usanze pur da rispettare/ percorrendo la via che i vostri cari/ con l’esperienza vi seppero dare./ Questa è l’età che genera pensieri/ per quel non fatto che si poteva fare,/ ora azzerate tutto e fate sosta/ godetevi con gioia questa festa”.






