L’AQUILA – “Eravamo rimasti che avremmo ricontattato la famiglia per una successiva assegnazione, quindi la notizia mi sembra strana. Evidentemente, però, i carabinieri hanno in mano elementi che noi non conosciamo”.

Questo il commento del coordinatore della Struttura per la gestione dell’emergenza (Sge), Roberto Petullà, che si è detto sorpreso riguardo la denuncia fatta dai militari dell’Arma nei confronti di una famiglia aquilana che alloggiava al progetto C.a.s.e., accusata di truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche e invasione di edifici pubblici.

“Noi non abbiamo presentato nessuna denuncia – precisa Petullà ad AbruzzoWeb – Non posso però escludere che l’avvocato Paola Giuliani (responsabile dell’Area assistenza alla popolazione della stessa struttura commissariale, ndr) abbia consegnato tutta la documentazione relativa alla famiglia. Si parla poi di truffa. A quanto ne so, non mi sembrava si potessero ravvvisare gli estremi per truffa”.

La famiglia in questione aveva ottenuto l’assegnazione di un alloggio presso il progetto C.a.s.e. aggregando al nucleo familiare anche gli anziani suoceri del capo famiglia, che poi hanno deciso di fruire di una diversa forma di assistenza, lasciando l’alloggio.
 
A quel punto la famiglia ha chiesto di poter rimanere nell’appartamento, sebbene fosse più grande rispetto alle dimensioni del nucleo familiare, adducendo come motivazione il fatto che un componente della famiglia avesse problemi cardiaci, e quindi bisognoso di una stanza singola quale ambiente “sterile”.

La famiglia era anche ricorsa al Tar rivendicando il diritto alla permanenza, ottenendo tuttavia una sentenza contraria e l’intimazione a rilasciare l’alloggio per uno più piccolo.

Da qui, dunque, l’accusa di occupazione di edificio pubblico, che però andrebbe in contrasto con quanto sostenuto dallo stesso Petullà, che ha confermato di aver già concordato un incontro la prossima settimana con la famiglia per una nuova assegnazione. 

“Mi informerò il prima possibile su come stanno le cose” ha concluso Petullà.