L’AQUILA – Gli alloggi del progetto C.a.s.e. e i moduli abitativi provvisori (Map) realizzati all’Aquila nel post-sisma potranno essere assegnati anche alle giovani coppie, alle badanti, ai proprietari di case “B” e “C” ricomprese in aggregati inagibili, ai residenti nelle case popolari e ad altre categorie sociali particolari.
Lo prevede uno degli emendamenti inseriti nel decreto sulle emergenze che, dopo le modifiche fatte in Senato, si appresta a essere definitivamente convertito in legge dalla Camera dei deputati.
Si tratta di un aspetto sicuramente meno eclatante della norma che sta per dirottare sul capoluogo e sul “cratere” ulteriori 1,2 miliardi di euro per la ricostruzione privata ma importante per tante persone e famiglie che, da quattro anni a questa parte, si sono dovute arrangiare in sistemazioni di emergenza e, in alcuni casi, economicamente insostenibili.
Il comma 6-bis dell’articolo 7, infatti, stabilisce che potranno accedere a C.a.s.e. e Map le coppie che si sono formate dopo il terremoto o i nuovi nuclei monoparentali, purché almeno un componente abbia la casa “E”, i nuclei già disaggregati e non che vivevano nello stesso alloggio pur non facendo parte della stessa famiglia; i soggetti con contratti lavorativi di assistenza domiciliare cessati per morte dell’assistito; chi non ha diritto alle abitazioni per sfollati in quanto il proprietario della casa di origine non ha presentato il progetto di ristrutturazione o coloro ai quali, all’esito della ristrutturazione, non è stato riconcesso l’appartamento, con l’indicatore della situazione economica equivalente (Isee) inferiore a 8 mila euro; coloro che hanno l’alloggio classificato “B” o “C” in aggregato “E”, unitamente agli alloggi dell’Azienda per l’edilizia territoriale (Ater) “B” e “C” oppure “A” ma ricompresi in edifici classificati “B” e “C”; i residenti e i dimoranti in altri comuni nell’ambito della provincia dell’Aquila, con casa inagibile, quindi assistiti dai comuni di provenienza, i quali per motivi sanitari e di lavoro, chiedono l’assegnazione di un alloggio all’Aquila.
Una sorta di rivoluzione, quindi, nell’assistenza alla popolazione, che allarga le competenze del sindaco, Massimo Cialente, che potrà disporre con maggiore elasticità dell’immenso patrimonio edilizio pubblico fatto di circa 6 mila alloggi realizzati all’indomani del 6 aprile 2009.
Al primo cittadino, inoltre, la legge consentirà di dare gli appartamenti “meno ambiti o comunque in eccesso rispetto all’ordinario fabbisogno in alcune località” anche a nuclei familiari con gravi difficoltà sociali, opportunamente documentate, o ad associazioni con finalità sociali e di volontariato. Pierluigi Biondi



