L’AQUILA – “Grazie, facciamo da noi”. Il Comune dell’Aquila congeda la Struttura tecnica di missione di Gaetano Fontana che, “non solo non agevola il processo di ricostruzione, ma anzi lo ostacola con norme e procedure pesanti e farraginose” e con una delibera approvata a maggioranza decide di farsi da solo la propria ricostruzione.
La decisione clamorosa è arrivata con l’approvazione della proposta di iniziativa bipartisan dei consiglieri comunali Enrico Verini (Fli), Angelo Mancini (Idv), Enrico Perilli (Prc), Fabio Ranieri (Pd), Gianni Padovani (Nuovo Psi) e Maurizio Leopardi (Udc) su “ Linee di indirizzo del Comune dell’Aquila in materia di ufficio per la ricostruzione e per l’organizzazione generale della gestione dell’emergenza Sisma”.
Il provvedimento arriva poche ore dopo l’annuncio dell’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano che “per le aree a fattibilità immediata del centro si possono cominciare a presentare progetti”, in una sorta di anticipo del piano di ricostruzione.
“La Struttura tecnica di missione – si legge nel documento accusatorio – avrebbe dovuto garantire assistenza tecnica e amministrativa alla ricostruzione, agevolandone il processo in relazione all’aspetto finanziario e all’istruttoria di atti di programmazione e di pianificazione degli interventi”.
“Se però si guarda all’attività svolta dalla Stm – proseguono le stilettate – le linee guida elaborate nel marzo scorso sono invece l’unico atto prodotto e appaiono peraltro uno strumento lacunoso e inutile. Dal momento che, in base a quanto previsto dalle ordinanze, la struttura può coadiuvare il Comune dell’Aquila e gli altri Comuni del cratere solo su loro richiesta, si ritiene che il Consiglio comunale sia legittimato a deliberare di voler fare a meno della collaborazione di questa struttura che, a prezzo di costi onerosi per la collettività, non solo non agevola il processo di ricostruzione, ma anzi lo ostacola con norme e procedure pesanti e farraginose”.
“Su una serie di problematiche delicate e complesse – prosegue il testo della deliberazione – rispetto alle quali vi erano accorati appelli e sollecitazioni da parte di istituzioni e soggetti a vario titolo coinvolti nella ricostruzione, come a esempio la vicenda dell’ordinanza per gli edifici in categoria ‘E’, le risposte della Struttura sono state evasive e inadeguate”.
“Il Comune dell’Aquila – si conclude il documento – deve pertanto dotarsi di una struttura efficiente, qualificata e in grado di dialogare con il territorio, così da riappropriarsi delle prerogative che gli competono, come sancito e ribadito recentemente dal Tar”.
Alla luce di quanto sopra con la deliberazione il Comune ha determinato di non avvalersi più della Struttura tecnica di missione. Il provvedimento ha fatto registrare 22 voti favorevoli, 4 contrari e 2 di astensione.
VIA AI PROGETTI PER AREE A FATTIBILITA’ IMMEDIATA
L’AQUILA – Ricostruzione in centro, si può partire. È questo il senso del provvedimento presentato in conferenza stampa dal sindaco del Comune dell’Aquila, Massimo Cialente, dall’assessore alla ricostruzione, Pietro Di Stefano che ha sottolineato come si tratti di un “anticipo di piano di ricostruzione della parte edilizia del centro conforme al Prg”.
I cittadini potranno intervenire lungo l’asse longitudinale del centro storico (corso Vittorio Emanuele II – corso Federico II – via San Bernardino – piazza Palazzo – piazza Duomo): sostanzialmente si dà seguito alla mozione bipartisan approvata dal Consiglio comunale promossa dal presidente dell’assise civica, Carlo Benedetti, ed il consigliere comunale del centrodestra Enzo Lombardi (presenti all’incontro con i giornalisti) per l’individuazione di un’area a fattibilità immediata per il centro storico della città dell’Aquila.
“Non appena sarà pubblicata la disposizione, entro qualche giorno, sarà possibile partire con la presentazione delle domande – ha spiegato il sindaco Cialente – L’area individuata si sovrappone perfettamente alle sei aree a breve individuate nei mesi scorsi, ma per le quali ci saremmo aspettate più domande . In questo modo sarà possibile ricostruire dov’era e com’era”.
Cialente, che ha auspicato che fin dal giorno dopo il 6 aprile “tutti si rimbocchino le maniche per lavorare” ha spiegato che sarà necessario un maggior coordinamento con il consorzio “Fintecna-Cineas e Reluis visto che poi, alla fine, le pratiche vengono firmate dal sottoscritto”.
L’assessore Di Stefano ha ricordato che “una volta pubblicata la disposizione del sindaco i cittadini che possiedono delle unità immobiliari nelle aree individuate potranno presentare domande e progetti se si tratta di case singole. Qualora si tratti di aggregati inizieranno a decorrere i termini per la costituzione dei consorzi”.
Non si tratterà di un piano di ricostruzione, come ha spiegato il presidente Benedetti “ma di un approccio alternativo al problema della ricostruzione del centro che rischiava di rimanere bloccata per anni” mentre Lombardi ha difeso la bontà dell’azione bipartisan avviata con la mozione: “in questi casi la politica deve mettere da parte gli interessi partitici e mettersi al servizio delle esigenze della gente. Chi parla di inciucio non sa cosa sia la politica”.



