L’AQUILA – Si va verso la modifica dell’emendamento alla legge di stabilità, presentato tra gli altri dall’abruzzese Antonio Castricone del Pd, che chiedeva che fosse il ministero dell’Ambiente a gestire i 50 milioni di euro per la bonifica e reindustrializzazione dell’ex polo chimico di Bussi sul Tirino (Pescara) e che il commissario Adriano Goio cessasse dalle sue funzioni.

È il risultato dell’interlocuzione tra lo stesso Castricone e la senatrice del Nuovo centro destra Federica Chiavaroli, relatrice della legge a palazzo Madama che in sede di approvazione in quel ramo del Parlamento aveva fatto ritirare l’emendamento omologo.

Soddisfatto dell’evoluzione della vicenda il sindaco di Bussi, Salvatore Lagatta, nonostante tutti i consiglieri e assessori regionali e i parlamentari, tranne la senatrice Paola Pelino, abbiano disertato l’assemblea convocata ieri, gremitissima invece di cittadini.

“Si ha come la sensazione che si stia lavorando in modo condiviso per una proposta diversa da quella iniziale di Castricone e che salvaguardi il lavoro fatto fino ad ora” dice Lagatta ad AbruzzoWeb, nonostante resti da chiarire chi gestisca il ricco piatto dei 50 milioni di euro destinati alla bonifica.

“Stiamo lavorando per accelerare il processo di bonifica e reindustrializzazione senza estromettere la comunità bussese”, conferma la Chiavaroli.

Il sindaco non si sbottona, ma sembrerebbe che la soluzione sia vicina anche sull’accordo industriale. Anche perché secondo alcune informazioni che trapelano dalla Filippi, holding della farmaceutica che dovrebbe rilevare il sito dalla Solvay, l’azienda non sembra intenzionata a mollare nonostante i ritardi a concludere l’affare.

“Il mio interesse resta quello di sottoscrivere il prima possibile l’accordo di programma – dice il sindaco – La Filippi in una lettera ci ha ribadito che non vuole mollare, pur ribadendo l’urgenza, e che restano in piedi i contratti che si accinge a firmare con una multinazionale che prevedono che la produzione delle commesse venga portata a Bussi”.

Qualche dubbio sorge dal repentino cambio di atteggiamento della Solvay, che fino a qualche settimana fa minacciava il disimpegno sulla bonifica, della quale si farebbe carico per i primi anni, e ora non sembra abbia più tanta fretta di chiudere la partita.

“Prima ricevevo tre o quattro chiamate a settimana da Solvay – dice il sindaco – ora è scomparsa. Però ha bisogno del Comune, del commissario, del ministero e della Regione. In questo momento ha forse altri interlocutori”.

“Mi piace giocare a poker anche se non lo faccio perché non i soldi, nel gioco certe volte si rispetta il bluff dell’avversario e certe volte lo si fa vincere anche se si sa che ha un punteggio inferiore al tuo”, chiosa Lagatta.

“Ieri avevo il compleanno di mio figlio, una cosa irrinunciabile, perciò non sono andata all’assemblea – dice la Chiavaroli – ci tengo a dirlo perchè per me Bussi è una priorità”.

“Alla Camera – spiega – stanno lavorando per riformulare l’emendamento in modo che i rappresentanti di quella comunità restino coinvolti. Politicamente mi sono confrontata con Castricone e una volta chiarito che abbiamo lo stesso interesse abbiamo convenuto in una modifica dell’emendamento”.