BUSSI SUL TIRINO – Aumentano gli ostacoli per la sottoscrizione del sospirato accordo di programma per il sito di interesse nazionale (Sin) di Bussi sul Tirino, che dovrebbe essere sottoscritto nella conferenza dei servizi convocata dalla Regione per lunedì prossimo a Pescara.

“Una follia l’ipotesi che prevede il passaggio di uno dei luoghi più inquinati del pianeta ad un Comune”, afferma il Forum italiano dei movimenti per l’acqua che definisce “tragicomici” i contenuti dell’accordo e ha presentato una documentata lettera-esposto, inviata a diversi enti, tra cui Procure di Pescara e L’Aquila, Csm, Corte dei Conti e Anac.

Il vice presidente della Regione Giovanni Lolli, intanto, prova a ricucire con il sindaco Salvatore Lagatta, che dalle pagine di questo giornale ha avanzato sospetti sul comportamento improvvisamente defilato del numero due di Luciano D’Alfonso, proprio mentre il governatore si appresta ad essere nominato commissario al posto del compianto Adriano Goio.

Nel corso di una conferenza stampa a Pescara, gli attivisti del Forum, sottolineando che “ad oggi è quasi impossibile entrare nel merito e l’unica possibilità di esprimere qualche opinione è basarsi sulle più recenti dichiarazioni rilasciate alla stampa”, hanno sollevato numerose perplessità a proposito dell’accordo, che dovrebbe essere sottoscritto il prossimo 23 maggio in sede di conferenza dei servizi, soprattutto in materia di trasparenza.

“Non viene in alcun modo toccata la discarica Tremonti – hanno spiegato gli ambientalisti – il sito industriale, per la cui bonifica servirebbero centinaia di milioni di euro e da cui ancora oggi fuoriescono inquinanti cancerogeni verso valle, verrebbe ‘nazionalizzato’; l’unica zona industriale in cui si farebbero interventi è l’area ‘Medavox’, in cui i veleni sarebbero semplicemente ‘tombati’ per decenni sotto una ‘solettona’ di cemento e si cercherebbe di agire a valle curando i ‘sintomi’, cioè l’inquinamento della falda acquifera, e non la causa, la rimozione dei veleni”.

“Il Forum – ha detto Augusto De Sanctis – ha un’unica parola per commentare il fatto che la proprietà dei veleni passi al pubblico: ‘follia’. Ci chiedono di privatizzare tutto, gli ultimi governi hanno posto limiti strettissimi all’acquisizione di immobili da parte di enti pubblici e qui si va contro-corrente, il pubblico, un comune di 2.500 abitanti, acquisisce al suo patrimonio un’area contaminata. Se proprio qualcuno vuole avviare una nuova attività, perché non può essere direttamente Solvay a cedere all’investitore le aree in questione?”.

Gli ambientalisti si soffermano anche sulla “compagine formata dal sindaco di Bussi di Rifondazione Comunista, un partito che, sempre a parole, sostiene le bonifiche, la multinazionale Solvay e la società Uniholding dell’imprenditore Alberto Filippi, ex senatore leghista poi espulso dal partito con un passaggio anche a La Destra di Storace”.

Il Forum Acqua stigmatizza inoltre il fatto che “dal sito continuano a fuoriuscire sostanze cancerogene verso valle senza che nessuno, compresa la Magistratura, intervenga concretamente per far finire questo scandalo che dura da oltre dieci anni”.

Gli attivisti, infine, sottolineano “un potenziale conflitto di interesse del neo direttore generale del Ministero dell’Ambiente, Gaia Checcucci, uno dei protagonisti del percorso amministrativo che dovrebbe portare il 23 maggio alla stipula dell’accordo di programma”.

Per il Forum “la priorità, anche per creare lavoro, è la bonifica di tutte le aree, sia le mega-discariche sia l’area industriale. La Valpescara non può continuare a subire ragionamenti che si facevano 110 anni fa quando si insediò nel sito la fabbrica: la reindustrializzazione – conclude De Sanctis – non può diventare la scusa per non procedere all’eliminazione una volta per tutte dei veleni presenti nell’area”.

Parole distensive nei confronti del sindaco Lagatta arrivano infine da Lolli: “Mi dispiace per le parole del sindaco ma non ho cambiato affatto opinione – afferma – non so da dove lo abbia dedotto, resto convinto del fatto che si debbano creare le condizioni perché ci sia l’insediamento dell’impresa e la sottoscrizione dell’accordo di programma per la bonifica”.

“Dal momento in cui è entrato in campo D’Alfonso, il che mi pare significativo, è ovvio che io ho fatto un passo indietro, siccome ho tanto di cui occuparmi mi dedico ad altro”, aggiunge. “La Regione sta seguendo la vertenza direttamente col presidente, meglio di questo!”.

“I soldi sono disponibili, l’impresa e il progetto ci sono, dov’è il problema? Spesso si va dietro a voci di terza mano, io sono qua se il sindaco vuole chiamarmi!”, conclude Lolli.