BUSSI SUL TIRINO – A dieci mesi dal primo grande annuncio, benedetto dal presidente della Regione Luciano D’Alfonso, l’imprenditore vicentino Alberto Filippi in un’affollata assemblea a Bussi sul Tirino (Pescara), alle 15,30 della domenica che precede le elezioni amministrative, è tornato a presentare l’ingente investimento che si prefigge di realizzare per la rinascita dell’ex polo chimico.
Secondo il cronoprogramma illustrato ieri ai cittadini, entro luglio il colosso farmaceutico Uniholding presenterà il progetto esecutivo di finanziamento a Invitalia ed entro Natale ha assicurato la posa della prima pietra dello stabilimento di 8.500 metri quadrati, su 60mila metri di terreno scampati all’inquinamento della mega discarica dei veleni, che il Comune ha acquisito dalla Solvay nel dicembre 2016 sulla base di una convenzione del 1993.
Cinquanta milioni di euro di investimento e 180 nuove assunzioni, tra giovani disoccupati ed ex dipendenti Solvay rimasti senza lavoro: è questo l’impegno che è tornato ad assumere Filippi, imprenditore con alle spalle una doppia esperienza parlamentare con la Lega Nord.
L’azienda, scelta con un avviso pubblico dal Comune, ha già in essere contratti con il colosso finlandese Primex, famoso per la produzione di preservativi.
“Il 30 aprile – ha detto Filippi – è stato firmato l’atto con il quale il Comune ci concede le aree in diritto di superficie. Non avremmo potuto presentare il progetto a Invitalia senza essere proprietari dei terreni. Se sono qui è per confermare le mie intenzioni. Non chiedo che tutti mi aiutino, ma che almeno non mi mettano i bastoni tra le ruote”.
Resta da sciogliere, intanto, il nodo legato allo sfruttamento delle acque del fiume Tirino per la produzione di energia elettrica, per il quale ci si aspetta ancora una risposta da parte della Regione e senza il quale Filippi rinuncerebbe all’investimento.
All’affollata assemblea hanno partecipato, oltre al manager della Uniholding Salvatore Torrisi, anche l’ex sindaco Salvatore Lagatta, commissariato dal prefetto a venti giorni dal voto per la mancata approvazione nei tempi del bilancio, e Giuseppe De Dominicis, entrambi in corsa alle elezioni di domenica prossima. (m.sig.)



