BUSSI SUL TIRINO – La Toto Holding Spa non ha mai presentato al Comune di Bussi sul Tirino (Pescara) una manifestazione d’interesse per la bonifica e la reindustrializzazione e il suo ricorso al Tar Lazio per l’annullamento della gara per la bonifica è solo “l’anticamera di ulteriori azioni finalizzate a procurare ritardi ed ostacoli” all’insediamento della Unichimica dell’imprenditore veneto Alberto Filippi.
Lo dice il sindaco Salvatore Lagatta, che in una nota annuncia di aver dato mandato ai legali del Comune di predisporre la costituzione in giudizio nel ricorso presso il Tar Lazio contro Ministero dell’Ambiente, commissario delegato per il fiume Aterno e Presidenza del Consiglio dei ministri, presentato dal colosso abruzzese che fa capo a Carlo Toto.
Ma più che la gara in sè, del cui espletamento Lagatta ha sempre dubitato e su cui in effetti ci sono clamorosi ritardi, il sindaco è preoccupato che il ricorso possa in fondo celare la volontà di ostacolare fino a far fallire l’insediamento della società di Filippi.
“L’intento è chiaro”, afferma nella nota, ostacolare l’attuazione “del recente protocollo di intesa sottoscritto da Regione e Comune con la Unichimica di Filippi per il nuovo stabilimento farmaceutico da realizzarsi su aree pulite esterne al perimetro del Sin e di proprietà comunale, che nulla hanno a che vedere con le aree oggetto di bonifica ambientale e con lo stesso Sin”.
“Fermo restando che, qualora Toto, e chiunque altro, abbia intenzione di presentare concreti progetti produttivi finalizzati alla reindustrializzazione del Sin, l’amministrazione comunale è pronta ad ogni forma di collaborazione nell’ambito delle proprie competenze e nel rispetto delle norme e delle procedure connesse”, dice Lagatta
“Non assisteremo passivamente ad iniziative che non abbiano un contenuto concreto e siano volte unicamente ad impedire che questo territorio possa finalmente tornare ad essere ‘pulito’ ed in grado di ospitare nuove aziende industriali”, ammonisce infine Lagatta.
Nel ricorso, Toto ha sostenuto che il bando di gara per la bonifica delle aree inquinate del Sin fosse illegittimo visto che, non solo il commissario Adriano Goio non ne aveva la competenza, ma esso si limita all’aspetto ambientale trascurando quello della reindustrializzazione, e contestato l’assenza di un adeguato progetto preliminare e di un piano di caratterizzazione, cioè la mappatura dei veleni presenti nel sottosuolo.
La società abruzzese, che non ha partecipato alla gara ma ha da sempre avuto mire sul sito, ha chiesto l’annullamento di quel bando e che si riparta dalla propria proposta, sostenendo che questa fosse contenuta in una manifestazione di interesse presentata al Comune di Bussi nel luglio 2016.





