BUSSI SUL TIRINO – Il 25, il 28 e il 30 novembre sono tre giornate campali per il Sito di interesse nazionale di Bussi sul Tirino (Pescara): relazione sull’attività della Commissione bicamerale d’inchiesta, sottoscrizione dell’atto con il quale il Comune acqusisce alcune aree dalla Solvay, protocollo d’intesa per l’insediamento di un polo farmaceutico e nuova conferenza dei servizi al Ministero dell’Ambiente segneranno infatti un passo avanti nella delicata e complicatissima partita della bonifica e reindustrializzazione.
Secondo quanto si è appreso, intanto, è stata rinviata l’apertura, prevista per lunedì scorso, delle buste con le offerte economiche delle aziende che hanno partecipato alla gara per la bonifica, visto che si è dimesso Massimo Di Battista, il responsabile unico del procedimento individuato dalla dirigente del Ministero dell’Ambiente Laura D’Aprile.
Venerdì mattina è attesa a Bussi la Commissione sul traffico illecito dei rifiuti presieduta da Alessandro Bratti del Partito democratico, che relaziona sull’attività d’indagine svolta su quella che dal 2007 si è scoperto essere la più grande discarica d’Europa.
Un appuntamento al quale si arriva con forti tensioni e con le clamorose dichiarazioni dello stesso Bratti, che ha parlato di “difetti” nel bando pubblicato dal compianto commissario Adriano Goio, salvo poi addrizzare parzialmente il tiro parlando tuttavia di non meglio precisate “pressioni” per l’affidamento dei lavori, una ricca torta da quasi 50 milioni di euro.
Sospetti che innescano la reazione del sindaco, Salvatore Lagatta, che a proposito della seduta della Commissione prevista per venerdì, si dice convinto che “ne vedremo delle belle”: “Sono usciti dei paginoni di giornale che dicono delle cose assurde, parlano di pressioni politiche, si sta paventando che non ci sono i soldi e salta la gara, anche leggendole tra le righe le cose che dice Bratti sono incredibili!”.
“Bratti non è venuto solo come presidente della Commissione d’inchiesta – ricorda Lagatta – ma anche ad un convegno del Pd quando io ho contestato l’onorevole Antonio Castricone, il cui emendamento ero preoccupato che togliesse 50 milioni al territorio e così è successo”.
“Dopo il 28 interesserò la magistratura riguardo le insinuazioni di Bratti, se l’organo parlamentare parla di pressioni deve denunciarle alla magistratura”, sbotta il sindaco.
“Se oggi la D’Aprile avanza l’ipotesi che quei soldi vanno in un capitolo che comprende anche il bacino Aterno-Pescara per indennizzare gli espropri che non erano stati pagati e mischia i due capitoli di spesa, verranno a mancare risorse importanti al punto che la gara non si potrà portare a compimento”, è il timore di Lagatta.
“Mi aspetto sempre che la Commissione abbia uno scopo – chiosa il sindaco – che è quello di scrivere un libro ma di individuare i responsabili dei ritardi e dare l’indirizzo per arrivare alla bonifica, ho la sensazione che questa cosa non c’è”.
Nel pomeriggio di venerdì, intanto, davanti al notaio Cesira Di Michele di Sulmona, il Comune di Bussi e la Solvay sottoscriveranno l’atto di compravendita che prevede il passaggio di alcune aree svincolate dal Sin dal colosso belga all’Ente locale, operazione che potrebbe finalmente dare vita a quell’area industriale da tempo obiettivo dell’amministrazione.
Lunedì 28 presso la sede della Regione a Pescara, invece, il Comune firmerà il protocollo d’intesa che consentirà l’insediamento a Bussi della Uniholding di Alberto Filippi: l’azienda che sembrava esclusa dopo che Solvay ha preferito vendere al gruppo bresciano di Donato Todisco torna così in campo con lo stesso piano di investimenti ed è pronta ad assumere tra le 150 e le 180 persone.
Oltre a Filippi, il sindaco spiega che l’accordo darà la possibilità di insediamento ad una serie di aziende del Nord Italia, farmaceutiche e chimiche, che hanno espresso il desiderio di investire a Bussi, tanto che il Comune è impegnato nel reperire altre aree pulite a ridosso dell’area industriale.
“Appena arriveranno i risultati della caratterizzazione che la Regione ha messo in cantiere con l’Arta per le aree a monte che sono pulite – spiega poi Lagatta – si procederà con l’arretramento del perimetro del Sin, che da tempo chiediamo, per poter restituire anche quell’area all’uso legittimo, per allargare cioè il sito industriale e artigianale”.




