Vantaggi Fiscali per le Aziende nell’Utilizzo dei Buoni Pasto

L’utilizzo dei buoni pasto può offrire diversi vantaggi alle aziende, vantaggi che vanno dal miglior trattamento fiscale ai benefici per i dipendenti, alla semplificazione amministrativa e all’immagine aziendale. I buoni pasto rappresentano sicuramente una soluzione ideale per le aziende, ma anche per professionisti, freelance e partite IVA.

Sempre più spesso le aziende fanno ricorso ai buoni pasto anche per migliorare il rapporto con i propri dipendenti, garantendo uno dei benefit sicuramente più apprezzati, anche per i vantaggi contributivi che ne derivano. Concedere buoni come i Buoni Pasto Pluxee, per esempio, significa garantire un supporto al reddito dei dipendenti, che non rileva nella determinazione dell’imponibile contributivo.

Tra i motivi che possono spingere un’azienda a scegliere i buoni pasto, ci sono sicuramente i vantaggi fiscali legati alle possibilità concesse dalla normativa legate alle detrazioni dei costi e all’esenzione contributiva. Da non sottovalutare anche il fatto che concedere buoni pasto ai dipendenti, incide anche sulla gestione del personale (e non soltanto dal punto di vista motivazionale) grazie alle molteplici semplificazioni amministrative che ne derivano.

Sono infatti tantissime le aziende che hanno ormai mandato in soffitta il servizio mensa, a vantaggio di sistemi di gestione più snelli, come quelli forniti proprio dai buoni pasto.

Inutile negare, però, che per le aziende uno dei vantaggi più importanti sia legato ai risparmi fiscali e contributivi.

Buoni pasto, i vantaggi fiscali e contributivi per le aziende

I vantaggi fiscali collegati ai buoni pasto non rappresentano un beneficio soltanto per le aziende, ma anche per lavoratori, professionisti e partite IVA.

Per le aziende, il principale vantaggio è legato alla deducibilità dei costi sostenuti per i buoni pasto ai fini della determinazione del reddito da assoggettare ad imposta. I buoni pasto, infatti, sono completamente deducibili dalle tasse aziendali senza contare che è possibile detrarre interamente l’Iva al 4%. Questo significa che l’imprenditore recupererà il valore del buono pasto concesso ai dipendenti in termini fiscali tramite la deduzione dal reddito d’impresa.

Inoltre, aspetto da non sottovalutare, è il fatto che il buono pasto non costituisce reddito da lavoro dipendente, quindi il datore di lavoro non paga alcun contributo fino a 8 euro al giorno per i buoni elettronici e fino a 4 euro per quelli cartacei. Il vantaggio economico, quindi, non è solo legate alle imposte ma anche all’imponibile contributivo (e questo è sicuramente un valore positivo sia per l’azienda che per il dipendente).

I vantaggi fiscali per le partite IVA

I vantaggi, però, non sono limitati soltanto alle aziende ma sono riservati anche ai liberi professionisti. Anche chi ha una partita Iva può usufruire dei buoni pasto. Essi sono deducibili al 75% e l’Iva è detraibile al 10% fino a un importo massimo pari al 2% del fatturato. Inoltre il titolare della partita Iva può utilizzare i buoni pasto per scaricare la spesa dei generi alimentari acquistati per sé stesso. In questo modo, basta conservare la fattura dell’acquisto dei buoni pasto anziché richiederla per ogni spesa.