RAPINO – Alla vigilia delle elezioni comunali arriva una pesante condanna per il sindaco di Rapino (Chieti) Rocco Cocciaglia e parte dell’amministrazione comunale per una vicenda legata a un’assunzione comunale che non si poteva fare. 

La Corte dei Conti ha condannato, infatti, il primo cittadino, il suo vice Andrea Oliva e l’ex assessore al Bilancio Sandrino Mascioli al pagamento di 88.266 euro, soldi che dovranno essere ridati al Comune, perché dalle casse comunali erano usciti per pagare lo stipendio del dipendente.

La vicenda risale al 2009 quando il Comune aveva stipulato un contratto a tempo determinato al di fuori della dotazione organica dell’importo di 20 mila euro, poi sempre prorogato. L’incarico era quello di responsabile dell’Ufficio tecnico comunale.

Il sindaco Cocciaglia si difende dicendo ad AbruzzoWeb che il funzionario era stato assunto “perché quello che c’era prima aveva dato le dimissioni e all’interno dell’ente non c’era nessuno che avesse i requisiti per ricoprire quell’incarico, così ci siamo rivolti all’esterno, come prevede la legge”.

Ma, dice il gruppo consiliare d’opposizione, “a nulla sono valse le giustificazioni dei condannati, che hanno contestato l’assunto accusatorio precisando che la vicenda si era caratterizzata per l’attività ostruzionistica del responsabile dell’Ufficio tecnico il quale prima aveva presentato le dimissioni dalla qualifica e poi aveva affermato di essere stato oggetto di pressioni e intimidazioni da parte della nuova Giunta”.

La Corte, inoltre, ha sostenuto: “Il comportamento degli odierni convenuti, poi, è ancora più grave ove si consideri che” il responsabile dell’Ufficio tecnico “a distanza di pochi mesi, ha attivato il tentativo obbligatorio di conciliazione lamentando l’illegittimità della sostituzione e affermando, a ragione, l’irrilevanza della propria manifestazione di volontà essendo, l’incarico, ricompreso nelle funzioni del dipendente. La Giunta e soprattutto il sindaco Cocciaglia avrebbero dovuto tener conto di tale volontà e reintegrarlo nell’incarico, anziché continuare a rinnovare l’oneroso contratto” al sostituto.

Cocciaglia, però, insiste sul fatto che il proprio comportamento è stato consono a quanto prevede la legge, tanto è vero che “prima di questa vicenda erano già partiti esposti e ricorsi sia al giudice del lavoro del tribunale di Chieti che in Procura ed entrambi i giudici avevano sancito il non luogo a procedere”. 
 
Il 25 maggio i Rapinesi sono chiamati alle urne per rinnovare sindaco e Consiglio comunale. Cocciaglia si ripresenta per il secondo mandato. Contro di lui una lista guidata da un altro ex sindaco, Rocco Micucci, attuale presidente della Fira.