PESCARA – Esplode poche ore dal voto delle politiche, la polemica tra Movimento 5 stelle e il direttore generale della Regione Vincenzo Rivera, intorno all’utilizzo in Abruzzo dei fondi europei. Per il consigliere regionale pentastellata Sara Marcozzi la Regione di Luciano D’Alfonso ha certifica solo l’1 per cento dei fondi Ue, penultima regione in Italia, con forte rischio di disimpegno. Analoghe accuse erano state rivolte nei giorni scorsi di candidati al parlamento del centrodestra.
Rivera però ribatte a stretto giro sostenendo che si tratta di una “fake news”, e assicura che “il rischio disimpegno di fondi comunitari assegnati all’Abruzzo non riguarda minimamente la nostra Regione”.
Per Marcozzi a fronte di una dotazione pari, rispettivamente, a 231,5 milioni di euro per il Fondo di sviluppo regionale (Fesr) e 142,5 milioni di euro per il Fondo sociale europeo (Fse), risultano essere stati certificati solo 400 mila euro per il Fesr, e tutti per l’assistenza tecnica fornita da Abruzzo Sviluppo, e 3,5 per l’Fse.
Per Rivera invece i numeri sono ben diversi, essendo state state assunte obbligazioni giuridicamente vincolanti, per un ammontare pari a 125,5 milioni di euro per il Fesr e 22,4 milioni per il Fse. E per Rivera tali impegni saliranno entro la fine dell’anno a 200 milioni per il Fesr e 40 milioni per il Fse. Il target da raggiungere rappresenta dunque il 18 per cento di quanto già impegnato per il programma di sviluppo regionale e il 32 per cento per il fondo sociale.
A seguire, integralmente, la presa di posizione della Marcozzi, e la dura replica di Rivera.
MARCOZZI “IL GOVERNO REGIONALE NON HA SAPUTO SPENDERE I FONDI UE”.
“A fronte, infatti, di una dotazione pari, rispettivamente, a 231,5 milioni di euro per il Fesr e 142,5 di euro per l’Fse, risultano essere stati certificati solo 400 mila euro per il Fesr, e tutti per l’assistenza tecnica fornita da Abruzzo Sviluppo, e 3,5 per l’Fse. In base a questi dati, Regione Abruzzo si colloca al penultimo posto in Italia”.
Questi i dati snocciolati da marcozzi nel suo attacco frontale sulla gestione dei fondi europei dalla Regione Abruzzo.
“Nel Comitato di sorveglianza che si è tenuto la scorsa settimana all’ex-Aurum di Pescara – spiega dunque Marcozzi – il massimo organo di monitoraggio e controllo sui Fondi europei, a cui partecipano i funzionari della Commissione europea, dell’Agenzia della Coesione e dei soggetti rappresentanti del territorio, in particolare sindacati e associazioni imprenditoriali) è emerso in maniera evidente l’enorme ritardo di Regione Abruzzo nell’utilizzo del Fondo di Sviluppo Regionale (Fesr) e del Fondo Sociale (Fse) 2014-2020”.
“Abbiamo lanciato l’allarme sulla gestione dei Fondi strutturali europei a più riprese negli ultimi anni – ricorda la penta stellata – e oggi il Comitato di Sorveglianza certifica e conferma le nostre denunce coloro che si ergono a esperti e competenti stanno trascinando la nostra regione nel caos, mettendo a serio rischio l’economia di un intera comunità. D’Alfonso continua a lanciare roboanti promesse su nuovi fondi di dubbia provenienza, ma non è riuscito neanche a impiegare quelli certi e disponibili provenienti dalla UE”.
“Secondo quanto riferito dai soggetti che hanno partecipato al Comitato – denuncia ancora Marcozzi – i funzionari della Commissione hanno svolto una critica durissima nei confronti della Regione, parlando di “inadeguatezza” della struttura. Il rischio concreto è di un disimpegno delle risorse: si rischia, infatti, di non avere la cosiddetta “riserva di efficacia”, pari al 6 per cento del Programma se nel 2018 non verranno raggiunti i target di spesa fissati dalla Commissione, a questo punto difficili da realizzare. Ma il problema maggiore, oltre alla perdita di credibilità con le strutture europee, è che questa incapacità della regione di operare sta privando il territorio di importanti risorse che sarebbero state utilissime per cittadini e imprese, vista la perdurante crisi economica che affligge il sistema produttivo abruzzese”.
E se i risultati del governo del Presidente D’Alfonso “sono pessimi”, Marcozzi ne ha anche per il precedente governo di centro-destra guidato da Gianni Chiodi.
“I gravi ritardi accumulati negli anni precedenti, numerosissime e assai critiche osservazioni, ben 192, che la Commissione Europea aveva inoltrato alla bozza di programma inviata nel 2014. Per avere un’idea della perdita di opportunità per il nostro Abruzzo, basti pensare che, ad oggi, le ingenti risorse che sarebbero già dovute ricadere sul territorio sono ancora per la maggior parte ferme nei cassetti della regione”.
Le cause principali di questa situazione sono per Marcozzi, “una pessima riorganizzazione della macchina organizzativa della Regione che ha investito anche i Dipartimenti deputati alla gestione dei fondi strutturali, la decisione di costituire per l’Abruzzo un’unica Autorità di gestione Fesr ed Fse.
Tale scelta strategica produce risultati solo in quelle regioni che hanno sviluppato una “capacità amministrativa” eccellente e non mediocre come l’Abruzzo. Ovvero una scelta del top management a capo dell’Autorità di gestione Fesr ed Fse inadeguata dal punto di vista dei curriculum professionali dei dirigenti individuati dal presidente D’Alfonso. Ed ancora uno sconcertante turn over del personale regionale impegnato in queste materie, una discutibile competenza del personale di assistenza tecnica, reclutato attraverso la società in house Abruzzo Sviluppo, con finalità selettive di tipo “assistenziali” a discapito di una reale individuazione di risorse professionalmente idonee a supportare l’attività regionale”.
RIVERA, ‘’DISIMPEGNO FONDI UE? UNA FAKE NEWS…’’
“Intendo smentire le fake news di alcuni candidati alle prossime elezioni politiche e di consiglieri del M5S. Il rischio disimpegno di fondi comunitari assegnati all’Abruzzo non riguarda minimamente la nostra Regione”.
Così esordisce Rivera nella sua lunga replica.
“Strumentali – prosegue il direttore generale – sono anche le polemiche che hanno riguardato gli esiti del Comitato di Sorveglianza dei programmi operativi regionali sui fondi europei dei giorni scorsi, alla data odierna, sono già state assunte obbligazioni giuridicamente vincolanti, mediante l’adozione di apposite determinazioni di impegno contabile, per un ammontare pari a 125,5 milioni di euro per il Fesr e 22,4 per il Fse. Tali impegni saliranno entro la fine dell’anno a 200 milioni per il Fesr e 40 milioni per il Fse Il target da raggiungere rappresenta dunque il 18% di quanto già impegnato per il programma di sviluppo regionale e il 32 per cento per il fondo sociale. Non esiste pertanto alcun ritardo della Regione Abruzzo nell’attuazione dei programmi europei, specie in considerazione del fatto che il ciclo di programmazione, pur essendo descritto come riferito al settennio 2014-2020, in realtà è stato avviato per il Fesr in seguito all’approvazione da parte della Commissione europea del 13 agosto 2015. Basti pensare che il vecchio ciclo di programmazione, definito 2007-2013, si è concluso il 31 marzo 2017 a seguito della presentazione del rapporto finale di esecuzione”.
Rivera sottolinea poi che “nel corso del 2018 la Regione dovrà garantire il raggiungimento di un target finanziario di 36,6 milioni di euro per il Fesr, e di 12,8 milioni per il Fse. Solo il mancato raggiungimento di tale obiettivo determinerebbe il disimpegno automatico delle somme”.
Rivera rende poi note “le positive valutazione sul lavoro della Regione incassate dai funzionari della commissione europea nel corso del comitato di sorveglianza della settimana scorsa: “i rappresentanti della Commissione europea presenti al Comitato di Sorveglianza della scorsa settimana, hanno evidenziato i notevoli progressi posti in essere dalla Regione complimentandosi con i dirigenti presenti”.
“Il dottor Nicolas Gilbert Morin, direttore della direzione generale della politica regionale e urbana della Commissione europea, ha affermato di aver partecipato al più interessante comitato della sua carriera. L’attuale livello di spesa certificata inserita nel sistema di monitoraggio, invece, non descrive affatto il dato reale poiché è in corso in questi giorni la presentazione di due domande di pagamento per 1 milione di euro sul Fse e 8 milioni di euro sul Fesr, tale ultimo pagamento è fermo dal 28 dicembre in Ragioneria per problemi di natura tecnico-contabile, oggi risolti”, conclude Rivera.





