PESCARA – “L’assessore Verì non ha più in mano la situazione, non ha la governance della sanità: predica ottimismo, ma il debito della sanità esplode e le Asl stanno fallendo l’obiettivo del draconiano taglio dei costi operativi”.

Ancora fuoco alle polveri per quella che sarà la battaglia campale d’autunno in Consiglio regionale, quello del deficit della sanità. Interpellato da Abruzzoweb, il capogruppo del Pd, Silvio Paolucci, ex assessore alla Sanità con il governo regionale di Luciano D’Alfonso, si scaglia contro l’assessore alla Salute Nicoletta Verì, che ha accusato le opposizioni di “discettare sui conti della sanità, lanciandosi in ipotesi fantasiose che non hanno alcun riscontro nella realtà”, e di creare in modo “irresponsabile”, sfiducia nei confronti del servizio sanitario.

Questo dopo che questa testata ha pubblicato in esclusiva una lettera dell’11 agosto del dirigente del Dipartimento Sanità, Ebron D’Aristotile, inviata all’assessore Verì, e al direttore facente funzione del dipartimento, Camillo Odio, in cui si afferma che nessuna delle quattro Asl provinciali ha conseguito, da gennaio a giugno, la riduzione dei costi del 2% rispetto al 2024”, come imposto dalla Regione Abruzzo, fermandosi ad un risparmio di 13.253.654 euro, con uno scostamento rispetto all’obiettivo di 40.913.770 euro. (Qui il link)

Vi è stato al contrario  “un incremento dei costi operativi per tutte le aziende”. Con il risultato, in prospettiva, che il deficit della Sanità al 31 dicembre potrebbe attestarsi “tra i 110 e i 120 milioni di euro”. Ma per Verì questo numeri sono già datati, e la vera contezza del deficit 2026 lo si avrà solo nel 2026. Verì ha ribattuto in merito a questa comunicazione che in base “ai dati reali comunicati dalle Asl, al 31 agosto, il disavanzo oscilla tra gli 85 e i 98 milioni. Anche questo numero, però, è provvisorio, perché non conoscendo la quota di fondo sanitario e il valore della produzione delle aziende sanitari”. e che i conti reali ci saranno solo nel 2026.

Attacca dunque Paolucci, “quella della Verì è una risposta di chi non ha in mano la situazione, di chi non ha la governance della sanità. Ce ne siamo già accorti quando abbiamo discusso l’ultimo bilancio di previsione. Ci hanno fatto accantonare 20 milioni di euro, per  coprire il deficit del 2024, per poi scoprire che ne servivano 113 milioni. Se è questo il modo di gestire della sanità, allora è tutto inutile”.

E aggiunge sulla previsione di D’Aristotile dei 120 milioni tendenziali: “il risultato finale è  dato anche da componenti anche straordinarie. Quello che posso assolutamente dire, avendo già visto le tabelle inoltrate al Ministero, è che la famosa manovra, quella principe per la quale bisognava razionalizzare del 2%, è totalmente fallita, come lo stesso dirigente conferma nella lettera. Nel mentre i cittadini e gli operatori sanitari stanno subendo tagli e risparmi, a partire dai farmaci o dalle diagnostiche con i gravi ritardi delle liste d’attesa, fino ad arrivare a quello che sta accadendo ai medici di medicina generale…”.

Infine parole dure anche contro i direttori generali delle Asl: “Nonostante il loro fallimento Marsilio e Verì continuano a difenderli. Vorrei anche ricordare che all’inizio del governo Marsilio, nel 2019, una delle prime scelte che fecero come giunta regionale fu quella di incrementare il compenso base dei direttori generali, oltre ai premi di produttività che vanno poi ad aggiungersi, perché, ritendendo che con questo aumento di stipendio avrebbero attratto i migliori professionisti, i migliori manager per governare al meglio la sanità. Non mi pare risultati alla mano, che questo sia avvenuto”.