L’AQUILA – Arriverà oggi in commissione l’approvazione del testo del progetto di legge dell’aumento dell’addizionale Irpef, dopo due giorni di serrate audizioni, e in vista dell’approdo in consiglio regionale del testo, in una giornata di fuoco in cui è prevista alle 14 la manifestazione, indetta dai sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl a cui hanno aderito i partiti delle opposizioni.
Ieri intanto sono ben 17 gli emendamenti presentati, molti da Forza Italia, Noi Moderati e Lega, ma soprattutto anche da Fratelli d’Italia, il partito del presidente Marco Marsilio che dovrà faticare non poco in queste ore a trovare una quadra dove l’aumento delle tasse risulta a dir poco indigesto.
Alle 11 è previsto il termine per la presentazione dei sub emendamenti, poi alle ore 14.30, l’esame finale del testo. Il parere finale sul progetto di legge potrebbe arrivare già oggi, oppure in caso si dilatassero i tempi del confronto, anche nella mattinata di domani giovedì 3 aprile e comunque prima dell’inizio della seduta del Consiglio regionale, prevista per lo stesso giorno con inizio alle ore 14.
Corsa dunque per modificare progetto di legge, di iniziativa di Giunta regionale, che Marsilio vuole blindare, per la rimodulazione delle aliquote Irpef per coprire il buco della sanità, un debito che, secondo quanto riferito dall’assessore regionale al ramo Nicoletta Verì, ammonta a 180 milioni di euro, ai quali vanno sottratti i fondi (pari a circa 90 milioni) accantonati nei capitoli della Gestione sanitaria accentrata.
Questa l’ipotesi di partenza: rispetto alla precedente aliquota del 1,73%, fino a 28.000 euro di reddito imponibile si pagherà ora di addizionale Irpef l’1,63%, dunque per la prima fascia ci sarà una diminuzione della pressione fiscale fino a 28 euro l’anno. Oltre i 28.000 euro e fino a 50.000 euro si sale invece a 3,23% con aggravio fino a 302 euro l’anno, oltre i 50.000 euro si sale a 3,33% che significa 782 euro per un reddito ad esempio di 80mila euro, di 1.102 euro per un reddito di 100.000 euro.
Un emendamento lo ha presentato anche Fratelli d’Italia, firmato da Leonardo D’Addazio, con il beneplacito di Marsilio, che prevede per i redditi da 8.500 a 20.000 mila euro prevede ulteriori detrazioni, garantendo comunque l’extragettito fiscale di 44,5 milioni di euro che si precisa nell’emendamento, andrà tutto al capitolo sanità, e non solo prioritariamente, come scritto nel testo di legge arrivato in commissione.
Va in un altra direzione un altro emendamento a firma di Forza Italia, dal capogruppo Emiliano Di Matteo e Antonietta La Porta e Marianna Scoccia di Noi Moderati.
In questo caso la prima fascia torna da 1,63% a 1,73%, mentre a essere favorita è la seconda fascia, oltre i 28mila euro e fino a 50.000 euro che scende al 2,63%, resta invece a 3,33% oltre i 50mila euro.
Infine la Lega che ha ieri diramato un comunicato stampa, in cui il capogruppo, e presidente della prima commissione Bilancio, Vincenzo D’Incecco assieme al consigliere Carla Mannetti, hanno illustrato i loro emendamenti, “Per il 2025 l’abbassamento dell’aliquota Irpef del secondo scaglione, quello per i redditi oltre i 28 mila euro e fino a 50 mila euro, portandola al 2,99% rispetto al 3,23% prevista nella delibera di giunta. Ed inoltre un ulteriore abbassamento sia della seconda aliquota che della terza (redditi oltre i 50 mila euro) per il 2026 e ancora di più per il 2027. Per il 2026 proponiamo di portare l’aliquota del secondo scaglione al 2,03% e quella del terzo al 2,73%; per il 2027 l’aliquota del secondo scaglione all’1,83% e la terza all’1,93%. Avevamo assicurato misure concrete per alleggerire il peso fiscale a tanti lavoratori e a tante famiglie del ceto medio, è questa la nostra proposta sotto forma di emendamento, che abbiamo già depositato e che presenteremo nel Consiglio regionale di giovedì”.
“Oltre a questo emendamento – spiegano – ne abbiamo previsti altri due in linea con quelle che sin dall’inizio sono state nostre le proposte, a cominciare dalla finalizzazione dell’extra gettito alla spesa sanitaria a copertura del disavanzo, che deve essere la priorità. E, quindi, negli emendamenti, chiediamo che ‘le maggiori entrate derivanti dalla nuova articolazione di aliquote dell’addizionale regionale all’Irpef siano destinate a sostenere il Sistema Sanitario Regionale ed esclusivamente alla copertura della eventuale quota di disavanzi pregressi delle aziende sanitarie locali posta a carico dell’Ente nonché all’efficientamento del sistema sanitario abruzzese ed al miglioramento della qualità dei servizi sanitari’”.
“In sintesi, nel primo emendamento, al comma 2 dell’art. 1 del disegno di legge abbiamo sostituito la parola ‘prioritariamente’ con ‘esclusivamente’ e, nel secondo emendamento, dopo la parola ‘Ente’ inserito la frase ‘nonché all’efficientamento del sistema sanitario abruzzese ed al miglioramento della qualità dei servizi sanitari’. Come abbiamo tante volte detto in questi giorni – sottolineano Mannetti e D’Incecco – il nostro obiettivo è realizzare un sistema che coniughi efficienza, sviluppo e responsabilità nella gestione delle risorse. Sì al ripiano del disavanzo sanitario, ma senza pesare sulle tasche dei cittadini”.
Ieri nel corso della giornata i Commissari hanno potuto ascoltare le osservazioni dei rappresentanti di enti locali e associazioni. Sono stati auditi: Arturo Scopino per la Provincia di Chieti, Matteo Perazzetti per Anci Abruzzo, Angelo Caruso, presidente della provincia dell’Aquila con delega della provincia di Pescara, e il presidente della Provincia di Teramo, Camillo D’Angelo. Nel pomeriggio sono intervenuti: Confcooperative, il Sindacato Italiano Autonomo dei Finanzieri, Adiconsum Abruzzo, Adoc Abruzzo, Federconsumatori Abruzzo.
Ad alimentare le polemiche e le proteste delle opposizioni l’assenza del presidente di Anci Abruzzo, il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, di FdI, che ha delegato il sindaco di Città Sant’Angelo Matteo Perazzetti.
“Ci saremmo aspettati una presa di posizione netta da parte dell’associazione dei Comuni, che dovrebbe rappresentare le istanze dei territori e tutelare le comunità – ha commentato la responsabile regionale enti locali Pd Manola Di Pasquale – Invece, assistiamo a un silenzio complice, che conferma quanto già denunciato all’indomani della nomina di Biondi alla presidenza dell’Anci Abruzzo: l’appartenenza partitica avrebbe prevalso sull’interesse delle comunità locali. Quella preoccupazione, espressa con chiarezza dagli amministratori del Partito Democratico il giorno della sua elezione, si sta oggi drammaticamente realizzando”.
A rincarare la dose i consiglieri di Abruzzo Insieme Vincenzo Menna e Giovanni Cavallari: “Ci saremmo aspettati una presa di posizione netta da parte dell’associazione dei Comuni, che dovrebbe rappresentare le istanze dei territori e tutelare le comunità – aggiunge – Invece, assistiamo a un silenzio complice, che conferma quanto già denunciato all’indomani della nomina di Biondi alla presidenza dell’Anci Abruzzo: l’appartenenza partitica avrebbe prevalso sull’interesse delle comunità locali. Quella preoccupazione, espressa con chiarezza dagli amministratori del Partito Democratico il giorno della sua elezione, si sta oggi drammaticamente realizzando”.





