L’AQUILA – Un prestito dallo Stato di circa 200 milioni di euro per coprire entro la fine dell’anno il nuovo, drammatico, buco nella sanità di 360 milioni di euro relativo al periodo 2004-2007 (Giunte Pace e Del Turco), scoperto nei giorni scorsi.

Questo il piano del presidente della Regione e commissario per la sanità, Gianni Chiodi, per non alzare le tasse dopo che è saltata fuori la nuova voragine.

Il piano di Chiodi conta sull’opportunità di poter attingere al fondo di circa un miliardo di euro previsto nella legge finanziaria 2009 sotto forma di prestito obbligazionario, per le quattro regioni cosiddette “canaglia” per il debito sanitario: Lazio, Molise, Campania e Calabria, novero dal quale l’Abruzzo era uscito nei mesi scorsi per aver superato le valutazioni del tavolo di monitoraggio.

Questo,  naturalmente, prima che emergesse il buco di 528 milioni, secondo Chiodi causato dalla distrazione di somme dalla quota del fondo sanitario nazionale che lo Stato assegnava all’Abruzzo, somme che venivo trasferite nel bilancio ordinario. Su questa strategia messa a punto dal commissario, la trattativa prosegue serrata.

Dei 528 milioni di euro, 168 sono già stati individuati attraverso la gestione commissariale, 160 saranno presi dai fondi per le aree sottoutilizzate (Fas), per i quali è stata chiesta un’anticipazione, e 200 dal prestito dallo Stato. La restituzione avverrebbe in trent’anni, con una rata che dovrebbe andare dai 12 ai 15 milioni di euro.

“Sto lottando con tutte le forze per evitare che ci siano un aumento delle tasse che sarebbe catastrofico per l’Abruzzo”.