L’AQUILA – Gli abruzzesi potrebbero contribuire alla copertura del deficit sanitario pagando più ticket per le prestazioni ambulatoriali. Per ora è solo una delle ipotesi al vaglio del tavolo di monitoraggio dei Ministeri dell’Economia e della Salute, che si è riunita il 2 dicembre scorso, ma la scoperta del buco da 360 milioni di euro nella sanità abruzzese apre a scenari e ipotesi finora impensabili nella regione più tassata d’Italia.
Per sanare la parte di disavanzo relativa all’annualità 2010, infatti, non bastano le attuali aliquote fiscali e gli introiti garantiti alle casse regionali dai versamenti dei bolli auto; se a questi elementi si aggiunge anche la diminuzione del gettito fiscale di 17 milioni rispetto a quanto preventivato per far quadrare i conti regionali si valutano tutte le ipotesi percorribili.
Rimane, comunque, il buco nella Sanità a tenere banco in tutti gli ambienti politici regionali, con le opposizioni scatenate nei confronti della maggioranza che, dal canto suo, punta a fare quadrato come ha fatto ieri l’assessore al bilancio Masci dichiarando che “dai documenti e dalla scansione temporale, secondo l’assessore al Bilancio emergono, senza ombra di dubbio, precise responsabilità che risalgono agli anni 2004-2005-2006, a cui la Giunta Chiodi è assolutamente e indubitabilmente estranea”.
Per il capogruppo Pd in Regione, Camillo D’Alessandro, “Quando dice che bisogna vergognarsi, Chiodi deve rivolgersi ai suoi”.
Per coprire il buco entro la fine dell’anno il governatore della Region, Gianni Chiodi, ha in mente un prestito dallo Stato di circa 200 milioni di euro.





