L’AQUILA – “Tutti ormai dicono che non c’è paragone” tra le gestioni dei terremoti 2009 e 2016 rispettivamente di centrodestra e centrosinistra.

Lo ha detto l’onorevole Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, all’Aquila per un evento elettorale.

“Qui la campagna elettorale è presto detta: paragonare quello che ha fatto il governo Berlusconi dal 2009 al 2011, e quello che non ha fatto il governo Renzi, e Gentiloni, dopo i terremoti in Centro Italia la scorsa estate e autunno”, ha detto.

“Chi è in buona fede vede le differenze: da un lato la capacità di governo di allora, la strumentalità delle critiche portate allora all’opera di ricostruzione, le falsità e le volgarità scagliate contro quel governo, quei ministri e quei ricostruttori dai vari Cialente, Pezzopane, che ben conosciamo – ha elencato – Dall’altro la triste realtà dei fatti di adesso, della incapacità dei governi Renzi e Gentiloni di fare quantomeno quello che aveva fatto il governo Berlusconi allora”.

Brunetta ha criticato “decreti farraginosi, in ritardo di mesi, parziali, che richiedono poi altri decreti. Di ricostruzione, di case e casette neanche l’ombra”.

L’ANNUNCIO: ”BERLUSCONI VERRA”’, STRALI A GUZZANTI E CARRIOLE

“Scrivi bene un pamplhet di una ventina di pagine, magari lavorando la notte, e mi impegno a portare Silvio Berlusconi all’Aquila a discutere con la popolazione di che cosa ha fatto lui e che cosa non ha fatto Matteo Renzi per la ricostruzione”.

Questo l’invito, con promessa, del capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, Renato Brunetta, nel corso dell’evento all’auditorium dell’associazione costruttori Ance sull’emendamento per velocizzare la ricostruzione delle scuole, che si è trasformato in un punto politico a tutto tondo.

Brunetta ha usato l’ironia anche sul candidato sindaco, Pierluigi Biondi, “non è di Forza Italia, ma nessuno è perfetto”, ha scherzato.

E poi una serie di strali. “Dov’è Sabina Guzzanti? L’avete più vista? È andata ad Amatrice? Forse è in Africa”, ha detto in riferimento all’autrice del film documentario Draquila che contestava duramente la gestione dell’emergenza berlusconiana.

“Dov’è il popolo delle carriole? Me ne ricordo benissimo, per me è una ferita ancora sanguinante – ha aggiunto Brunetta – Rispetto a quello che abbiamo fatto, non dimentico gli insulti e non li perdono. Ma essendo un buono, la migliore vendetta sarà vincere le elezioni”.

”CENTRODESTRA UNITO IN ITALIA COME A L’AQUILA”

“Sono all’Aquila per dare un sostegno al nostro candidato sindaco Pierluigi Biondi, a capo di una coalizione che può essere definita simbolica anche per quanto riguarda il resto d’Italia: tutto il centrodestra unito”, ha aggiunto parlando dei futuri assetti politici.

“Il centrodestra unito è il modello che noi prefiguriamo e vogliamo per le prossime elezioni politiche”, ha assicurato.

Parlando di possibili convergenze sulla futura legge elettorale, il parlamentare ha detto di non credere “affatto che ci sia un inciucio tra Salvini e Renzi, come non c’è un inciucio tra Forza Italia e Renzi. Queste sono perversioni dei giornalisti e commentatori”.

”JOBS ACT, 20 MILIARDI PER UN FALLIMENTO”

“Il Jobs act è costato 20 miliardi di euro di decontribuzione alle imprese e a fronte di questo non ha prodotto nessuna stabilizzazione strutturale del mercato del lavoro italiano”, ha detto Brunetta criticando la riforma del lavoro varata dal governo Renzi.

“Finita la ‘droga’, finita la decontribuzione – ha aggiunto – il lavoro è tornato precario, i posti di lavoro classificati tra virgolette stabili sono precipitati per quanto riguarda le dinamiche statistiche. Il mercato del lavoro non è certamente meglio ante-Jobs act, quindi ha fallito”.

“Se a questo aggiungiamo la tragedia dei voucher, ovvero per pure ragioni di opportunismo ideologico aver cancellato uno strumento che funzionava e dava lavoro seppur saltuario a qualche centinaio di migliaia di persone – ha concluso – facciamo tranquillamente un bilancio negativo dei governi Renzi e Gentiloni per quanto riguarda il mercato del lavoro”.

”SUBITO LEGGE ELETTORALE E CONTRO NESSUNO”

“L’Italia ha bisogno di una legge elettorale buona da fare al piu presto per andare alle elezioni. Nessuno può pensare di fare una buona legge elettorale contro il Partito democratico, ma il Pd non puo pensare di fare una legge elettorale contro il Movimento 5 stelle e contro Forza Italia”, ha detto infine Brunetta.

“Il lavoro che stiamo portando avanti è molto chiaro, molto semplice – ha aggiunto – cercare una legge elettorale ampiamente condivisa come da moral suasion del presidente della Repubblica”.

“Perseguiamo questo obiettivo di avere una legge elettorale ampiamente condivisa contro nessuno- ha concluso – anche perche porta male perche chi ha fatto una legge elettorale a sua immagine e somiglianza normalmente l ha vista utilizzare dai propri avversari per vincere”.

L’EMENDAMENTO ALLA MANOVRINA: ”SBLOCCHIAMO LE SCUOLE”

“L’emendamento presentato da Forza Italia – a firma Brunetta, Fabrizio Di Stefano, Mariastella Gelmini, Pietro Laffranco – al cosiddetto ‘decreto manovrina’ interviene a sostenere il processo di ricostruzione e risanamento delle conseguenze del sisma che ha colpito L’Aquila nel 2009. Inoltre, è volto a introdurre misure specifiche per interventi di edilizia scolastica e universitaria”, ha aggiunto il capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.

“I recenti eventi sismici che hanno colpito il centro Italia hanno interessato anche zone dell’aquilano, con conseguente aumento dei timori nei confronti della sicurezza degli edifici pubblici, in particolare quelli sedi scolastiche o universitarie. Diventa, di conseguenza, necessario, velocizzare il processo di ricostruzione e di messa in sicurezza di questi edifici. Alcune disposizioni introdotte dall’ultimo decreto terremoto – prosegue – andrebbero poi estese anche al cratere de L’Aquila. In particolare, è necessario che al personale assegnato temporaneamente agli Uffici speciali per la ricostruzione della città e dei comuni del cratere, sia riconosciuto lo stesso trattamento economico degli Uffici speciali disposti per il recente terremoto del centro Italia, e che la sua dotazione organica sia dunque potenziata con un’unità di personale dirigenziale di livello non generale. La nostra è una proposta emendativa tutta per L’Aquila e per gli aquilani. La porteremo in Parlamento – oggi inizia la discussione del decreto manovrina il Commissione – e vedremo chi è dalla parte de L’Aquila e chi no. Se il Partito democratico non vota il nostro emendamento certifica che è contro i cittadini aquilani”, conclude.

LE REAZIONI

PEZZOPANE, “CAMPAGNA ELETTORALE AGGRESSIVA DIMOSTRA DEBOLEZZA CENTRODESTRA”

“Brunetta viene all’Aquila dopo 8 anni, ma sembra fermo al 2009”.

Così la senatrice Stefania Pezzopane in una nota commenta le dichiarazioni fatte oggi dal capogruppo alla Camera di Forza Italia Renato Brunetta in un incontro all’Aquila.

“Il centrodestra ha deciso uno strano modo per sostenere il suo candidato – aggiunge la Pezzopane – Infatti fugaci apparizioni di esponenti nazionali della destra continuano a fare una campagna elettorale attraverso l’insulto e con la testa rivolta al passato. Dopo 8 anni ancora a parlare di Berlusconi? Dopo 8 anni nessuna idea di futuro. Sembrano tutti colpiti da un brutto torcicollo”.

“La campagna a sostegno del candidato sindaco Americo Di Benedetto, scelto da noi aquilani con oltre 10.000 cittadini che hanno votato alle alle primarie all’Aquila, la facciamo noi aquilani – rivendica – Di sicuro Di Benedetto non è stato scelto nelle segrete stanze tra Roma e Pescara, in barba alla democrazia e alla trasparenza”.

Per la Pezzopane “la nostra campagna elettorale è per il futuro della città e la facciamo con argomenti seri, con il linguaggio giusto e fermo che rifiuta soprattutto l’insulto. Noi siamo forti e gentili, veri abruzzesi – conclude – Evidentemente loro non si sentono forti e non sono gentili, bensì scelgono un modo di comunicare maleducato e aggressivo, segno di estrema debolezza. La vogliono buttare in caciara. Alla faccia degli aquilani”.

I SINDACI DEGLI APPENINI: ”BIONDI L’UOMO GIUSTO”

“Esiste un network di amministratori degli Appennini capaci, onesti, trasparenti, in grado di contrastare il malgoverno del centrosinistra. L’Aquila, in tal senso, può rappresentare un simbolo, non solo perché può contare sulla cima più alta, quella del Gran Sasso, ma anche per ciò che saremo in grado di fare nel campo della rigenerazione urbana e sociale”.

A dichiararlo è stato il candidato sindaco della coalizione di centrodestra al Comune dell’Aquila, Pierluigi Biondi, nel corso dell’incontro denominato “Le buone prassi dell’Appenino”, cui hanno preso parte anche il sindaco di Perugia, Andrea Romizi, il primo cittadino di Ascoli Piceno, Guido Castelli, ed il collega di Potenza Picena (Macerata), Francesco Acquaroli.

“I sindaci e gli amministratori al mio fianco si sono contraddistinti per aver migliorato la qualità di vita dei loro cittadini, lo stesso obiettivo che ci prefiggiamo una volta vinte le elezioni”, ha rimarco Biondi.

Presenti, alla conferenza che si è svolta nello Spazioinmoto, il comitato in centro storico, anche Emanuele Prisco, assessore all’Urbanistica del Comune di Perugia, Marco Fioravanti, presidente del Consiglio comunale di Ascoli Piceno e Giorgia Latini, assessore alla Cultura dello steso Comune.

In platea anche il deputato di Forza Italia Fabrizio Di Stefano e il presidente regionale del partito, Nazario Pagano.

Per Biondi si può pensare ad “accordi e sinergie tra città molto simili che hanno spesso esigenze comuni”.

“Pierluigi Biondi ha avuto innanzitutto un merito – ha esordito Romizi – riunire l’intera coalizione di centrodestra. A Perugia abbiamo attuato un programma che ha molto in comune con quello che propone Biondi: dal recupero dell’identità della città alla scelta di privilegiare i perugini e i residenti storici nell’assegnazione delle case popolari. Scelte fatte per tutelare chi nella nostra terra è nato e cresciuto”.

Il primo cittadino di Ascoli Castelli ha aggiunto che “non sta certo a me dire agli aquilani che cosa fare: certo è che fare il sindaco oggi, dopo i tagli alle risorse e alle autonomie decretate dal Governo Renzi è come andare a fare la guerra a mani nude. Il centrosinistra ha creato una sorta di franchising del potere che noi abbiamo smantellato e sono certo che anche Biondi riuscirà a fare lo stesso qui all’Aquila”.

“Qui ci sono problemi e prospettive simili alle nostre: solo creando una rete di Comuni, in grado di garantire servizi e qualità della vita per i cittadini”, ha aggiunto ancora.

“Pierluigi è la persona che se fossi aquilano vorrei come sindaco – ha continuato Acquaroli –  Come il sottoscritto ha sempre messo al centro della sua attività il popolo e le sue esigenze. Territori e città vicini come le nostre possono, anzi devono, costruire una rete di rapporti, turistici e commerciali per reagire alle difficoltà e ai problemi legati sia all’orografia dei territori sia a quelli delle scelte scellerate dei governi centrosinistra”.