L’AQUILA – “Dal Giappone abbiamo ricevuto complimenti, per la capacità nel far fronte alle emergenze del nostro sistema di protezione civile. Viene però da riflettere sul fatto che l’essere specialisti dell’emergenza è inversamente proporzionale alla prevenzione che si è fatta a monte, che in Italia è ancora molto carente…”.
A bocce ferme, dopo i terribili giorni di maltempo che in Abruzzo ha provocato frane, smottamenti, allagamenti, esondazioni e centinaia di sfollati, e per fortuna una sola vittima, con il crollo del ponte sul Trigno, e il caos collegamenti con il Molise a causa della frana di Petacciato, l’amara considerazione nell’intervista ad Abruzzoweb è del direttore dell’Agenzia regionale della Protezione civile, l’avvocato sulmonese Maurizio Scelli.
Il riferimento di Scelli è all’articolo di Yomiuri Shimbun, il quotidiano giapponese più diffuso al mondo, in virtù della sua tiratura che si aggira intorno alle 9,2 milioni di copie giornaliere, che ha dedicato un articolo al modello di intervento in caso di catastrofi lodando quello italiano e regionale. In particolare per la capacità di risposta ed efficacia dimostrata dopo il terremoto dell’Aquila del 2009.
Ma a conti fatti, questo non può bastare, per Scelli.
“Anche questa volta – commenta Scelli – decine di fiumi sono esondati, o solo arrivati oltre i limiti di guardia, ma questo avviene perché evidentemente non sono stati oggetti di un oggetto di un’adeguata ripulitura durante i periodi estivi, quando tutto questo sarebbe possibile”.
Per non parlare della frana di Silvi, dove sono crollate case e altre sono fortemente lesionate, per il cedimento della collina sottostante. La Procura di Teramo ha aperto un fascicolo per crollo colposo o altro disastro, al momento senza indagati, e si deve ora capire se il dissesto sia dovuto esclusivamente alle condizioni meteo o anche a fattori legati all’intervento umano.
“Addirittura a Silvi in una delle ville ritenute non più non più agibili e quindi evacuata c’era un bed and breakfast quindi non solo è stata data l’autorizzazione a costruire ma è stata addirittura data l’autorizzazione ad ospitare persone che vanno lì in vacanza”, si limita a commentare Scelli.
Eppure garantire la sicurezza è possibile: “L‘Aquila è considerata oramai tra le città più sicure al mondo e questo perché dopo il catastrofico terremoto si è ricostruito con criteri antisismici. Questo deve essere da esempio, da domani mattina la prevenzione deve diventare un mantra, una priorità della politica”.
Intanto ieri il Consiglio dei Ministri ha decretato lo stanziamento di 50 milioni per far fonte ai danni causati dalla violenta ondata di maltempo, di cui destinati 20 al Molise, 15 all’Abruzzo, 10 alla Puglia, 5 alla Basilicata.
Sempre ieri, in Molise, c’è stato il sopralluogo del ministro delle Infrastrutture e Trasporti, il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini. E sulla A14 sono stati riaperti i tratti compresi tra Vasto sud e Termoli in direzione Bari e tra Poggio Imperiale e Vasto sud in direzione Pescara. Sarà invece riattivata progressivamente da questa mattina la circolazione ferroviaria sulla linea Adriatica Pescara-Foggia.
Un’ultima considerazione: “Nel 20o2 San Giuliano di Puglia un terremoto ha fatto crollare una scuola. Il sindaco è stato condannato per omissioni. Lui si è sempre difeso dicendo in quella scuola è morta anche sua figlia e che non aveva avuto i mezzi per rendere antisismica quella scuola. Un episodio che deve far riflettere, la prevenzione delle catastrofi ci riguarda tutti”, chiosa Scelli.





