TRASACCO – Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avezzano (L’Aquila), Daria Lombardi, ha concesso gli arresti domiciliari a Hamza Mahrani, marocchino di 59 anni, fermato con l’accusa di aver ucciso un bracciante suo connazionale, Hamid Essahli, 35 anni, morto all’alba di martedì scorso, 1 luglio, durante un turno di raccolta nel Fucino, in un campo lungo Strada 32, a Trasacco (L’Aquila).
La decisione, forse inattesa, segue la convalida del fermo visti i gravi indizi di colpevolezza dell’indagato che è assistito dall’avvocato Roberto Verdecchia.
Tuttavia, secondo il giudice, il carcere è l’extrema ratio nonostante la grave contestazione di omicidio volontario.
Secondo gli atti, dopo una colluttazione tra i due l’indagato si è allontanato alla guida del trattore. Mentre andava via la vittima, che lascia due bambini, ha intercettato il mezzo agricolo, intimando all’accusato di fermarsi e scendere, brandendo una tavola di legno, ma Mahrani avrebbe accelerato investendolo mortalmente. Poi l’indagato è fuggito ma è stato subito bloccato dai carabinieri.
Secondo il giudice esiste il pericolo di fuga visto che l’uomo aveva tentato di allontanarsi ma, sempre secondo il magistrato, “il carcere è sempre l’extrema ratio” e i carabinieri vigileranno sul rispetto della misura cautelare.
“Nel corso dell’interrogatorio, si legge nella motivazione, “il prevenuto ha dichiarato di non aver investito volontariamente la parte offesa in quanto era improvvisamente sbucata davanti al trattore, ed egli non aveva potuta vederla. Ma le predette circostanze non risultano idonee a elidere il grave quadro indiziario. Sussistono le esigenze cautelari connesse al rischio di reiterazione dei reati di natura violenta e vi è il rischio concreto che, se non limitato nelle azioni, possa commettere delitti analoghi. Va inoltre considerata la sproporzione tra la condotta posta in essere e le motivazioni che la ha hanno scatenata e che denotano l’indole violenta. Infatti è emerso dalle dichiarazioni degli operai presenti, che la lite sia sorta per mere ragioni lavorative legate a una presunta mancanza di equità della distribuzione dei contenitori del raccolto”.
L’ordinanza è stata comunicata al procuratore della Repubblica Maurizio Maria Cerrato.




