L’AQUILA – “Con la Banca popolare dell’Emilia Romagna abbiamo un colloquio in essere, quello che ci interessa è che all’Aquila siano salvaguardati i livelli occupazionali della banca e l’attenzione che la banca può e deve dare sul territorio”.
Alleggerisce decisamente i toni della polemica, parlando con AbruzzoWeb, Marco Fanfani, presidente della Fondazione Cassa di risparmio della Provincia dell’Aquila (Carispaq), e le sue parole suonano distensive rispetto a quanto aveva dichiarato in una nota al vetriolo all’indomani della decisione da parte della Bper, che ha acquisito la Carispaq nel 2013, di collocare la sede della nuova direzione territoriale Adriatica a Lanciano (Chieti) e non nel capoluogo di Regione, in una struttura di un’altra vecchia banca abruzzese ora non più esistente, la Banca di Lanciano e Sulmona (Bls), anche questa acquisita da Modena.
Una decisione, aveva sottolineato Fanfani che “in assoluto contrasto con la linea di mantenimento e rafforzamento della banca nella città dell’Aquila, capoluogo di Regione nonché sede dei più importanti enti di governo, istituzioni finanziarie e poli produttivi di rilievo”.
Ora, però, a prevalere è il dialogo. “La Bper ha ridisegnato le sue divisioni territoriali, compresa quella Adriatica, spostata io credo momentaneamente a Lanciano – dice Fanfani – la Fondazione comunque resta azionista della banca, che deve fare il suo mestiere, erogare credito, e il nostro auspicio è che l’attenzione della banca nei confronti del territorio aquilano sia sempre maggiore”.
Infine Fanfani assicura che “la Fondazione è in buona salute e non ha problemi di risorse, anzi per quest’anno posso anticipare ne abbiamo di più rispetto all’anno precedente”.
L’abbandono della sede aquilana da parte della Bper ha in questi mesi provocato dure reazioni da parte della politica cittadina, con i sindacati, il sindaco Massimo Cialente e la senatrice del Partito democratico Stefania Pezzopane in testa a gridare allo scippo.
Il direttore territoriale Bper L’Aquila Tarcisio Fornaciari ha però rassicurato che per la banca “gestire la ricostruzione è stato un onore, ma anche un onere, che vogliamo continuare a seguire perché ci consideriamo banca del territorio nei fatti e non nelle parole”, al di là di dove la sede sia stata collocata. Filippo Tronca






