L’AQUILA – “Non pensavo che Carlo Benedetti sarebbe sceso così in basso, con un attacco personale, ci sono rimasto male oltre la politica, e devo dire la verità, gli volevo bene, c’era un affetto che andava oltre la politica. Detto questo voglio parlare d’altro, di prevenzione e messa in sicurezza sismica del patrimonio abitativo italiano a cui stiamo dedicando questa festa nazionale dell’Unità”.

Risponde così il segretario comunale del Partito democratico aquilano Stefano Albano, alle bordate di Benedetti, il presidente del Consiglio comunale, ex Comunisti Italiani oggi del Pd, che si è arrabbiato e non poco per non essere stato invitato alla Festa dell’Unità cominciata ieri e dedicata al tema della sicurezza sismica: “Forse perché sto al Pd come un cavolo a merenda! O forse perché è solo un Festival dell’Amicizia per contenuti e presenze!”, ha commentato su Facebook Benedetti.

Sullo sfondo le tensioni interne al centrosinistra, in vista delle elezioni di maggio, tra la veccia guardia di estrazione Pci, e le nuove leve. Non è un mistero l’intenzione di Benedetti di candidarsi alle primarie per la candidatura a sindaco.

Albano ha risposto a Benedetti poche ore dopo.

“Ogni anno – ha scritto sul suo profilo Facebook – quando si fa la Festa dell’Unità si presentano due categorie di persone, chi lavora strenuamente nell’organizzazione dell’evento e chi invece si preoccupa unicamente di prenotarsi un posto al sole nella lista dei relatori”. Sottolineando poi che che “il presidente del Consiglio comunale forse un po’ disattento non ha notato che il suo intervento era previsto per il dibattito del 24 settembre, nonostante fosse stato avvisato telefonicamente”.

Non si è fatta attendere la replica di Benedetti, che ci va giù ancora più duro.

“Contrariamente a quello che afferma il giovane segretario del Pd dell’ Aquila – scrive Benedetti – il mondo non si divide in persone che lavorano al Festival dell’Unità e persone che non vi lavorano ma , assai più semplicemente ,in persone che lavorano sempre,per vivere, e persone che non lavorano mai”.

“Purtroppo esiste un mondo molto più complesso ed articolato di quello che lui immagina dalla sede del Pd  – incalza Benedetti – nel quale prima o poi dovrà imparare a vivere rispettando , però chi ogni mattina si alza e va a lavorare e ciò nonostante ,trova il tempo di fare politica con entusiasmo e competenza anche se con qualche limite! È un mondo in cui è necessario avere educazione e rispetto nei confronti degli altri, degli avversari e dei compagni di Partito (di tutti) . Consiglio al giovane segretario – conclude Benedetti –  di maturare l’idea che solo lo studio (matto e disperatissimo) ed il lavoro ci rendono compiutamente liberi . Mi pregio di appartenere a quella generazione che , proprio per questo ,è libera ed informata. Con affetto”.

Un affetto tradito, per il giovane Albano, che questa volta non mette mano alla testiera, per replicare on line, e ribadisce invece al microfono di Abruzzoweb che “non è accaduto nulla, il presidente del Consiglio comunale ha ritenuto che non sarebbe stato inserito nel dibattito, anche se non è vero, e questo lo ha turbato, una festa non si valuta in base ala scaletta dei relatori ma alla qualità di quello che si dice, e dell’evento nel suo complesso. Ripeto il mio dispiacere è personale, la polemica però è davvero chiusa qui”. (f.t.)